Canali Minisiti ECM

L'invecchiamento comincia ad accelerare intorno ai 50 anni

Medicina Interna Redazione DottNet | 30/07/2025 15:29

I primi a iniziare il declino sono i vasi sanguigni

L'invecchiamento non procede in maniera lenta e costante: intorno ai 50 anni si verifica un punto di svolta, a partire dal quale il deterioramento di organi e tessuti subisce un'accelerazione. È quanto ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Cell guidato dall'Accademia Cinese delle Scienze, che ha analizzato i cambiamenti riscontrati in una serie di proteine legate all'età: i primi a iniziare il declino sono risultati essere i vasi sanguigni, seguiti da pancreas e milza.

  Altre ricerche precedenti, come quella pubblicata ad agosto 2024 su Nature Ageing, avevano già evidenziato la presenza di scalini-chiave nel percorso dell'invecchiamento, che segnano drastici mutamenti a livello biomolecolare: in quel caso, il primo scalino era a 44 anni e il secondo a 60.

pubblicità

I ricercatori guidati da Yingjie Ding hanno prelevato campioni di organi e tessuti da 76 persone tra i 14 e i 68 anni morte in seguito a un trauma cranico accidentale. Hanno così potuto compilare un catalogo delle proteine presenti nei vari sistemi e dei loro livelli in base all'età. I risultati hanno mostrato un cambiamento particolarmente evidente tra 45 e 55 anni, a causa di un sostanziale rimodellamento che subiscono i tessuti. "Il nostro studio punta a costruire un atlante completo delle proteine che copra 50 anni dell'intero processo di invecchiamento umano - dicono gli autori della ricerca- chiarendo i meccanismi alla base dello squilibrio proteico nei vari organi e tessuti. Queste intuizioni potrebbero agevolare lo sviluppo di interventi mirati contro l'invecchiamento e le malattie ad esso correlate - aggiungono i ricercatori - aprendo la strada al miglioramento della salute degli anziani".

Commenti

I Correlati

Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.

Ti potrebbero interessare

Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure

La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce

Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Ultime News

Più letti