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Nascono 'pancreas unit', multidisciplinari e pari accesso a cure

Medicina Interna Redazione DottNet | 30/07/2025 15:35

Obiettivo ridurre mobilità sanitaria. Lombardia modello virtuoso

L'Italia compie un salto di qualità nella presa in carico dei pazienti con patologie pancreatiche, sia oncologiche che benigne. Con l'approvazione del documento nazionale da parte del ministero della Salute viene ufficialmente avviata l'implementazione della rete di Pancreas Unit, centri specializzati e connessi secondo un modello multidisciplinare, che mira a migliorare gli esiti clinici e garantire pari accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.    Un'esperienza virtuosa arriva dalla Regione Lombardia, che già nel 2022 aveva attivato una rete di 14 centri Hub e numerosi Spoke, basata su criteri rigorosi: multidisciplinarità; volumi minimi di attività; incontri clinici strutturati del team multidisciplinare; case manager dedicato e formazione continua del personale; piattaforme digitali per monitorare gli indicatori di qualità.

    Questo modello è oggi il riferimento per la Cabina di regia ministeriale, che punta a strutturare una rete nazionale di Pancreas Unit, riducendo la mobilità sanitaria e garantendo equità territoriale.

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 "Una rete ad alta specializzazione, connessa con il territorio, è l'unico modo per garantire cure tempestive, appropriate e vicine al paziente", dichiara Silvia Carrara, presidente della Associazione italiana studio pancreas (Aisp). "Questo modello fonda la sua forza sull'integrazione reale tra specialisti: gastroenterologi, endoscopisti, chirurghi, oncologi, radiologi, patologi, nutrizionisti e palliativisti", aggiunge Luca Frulloni, presidente della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige).   Le priorità per rendere operativa la rete, secondo Aisp e Sige, sono: investire nella formazione di nuovi specialisti; attivare e finanziare registri clinici nazionali per raccogliere dati real-world; adeguare i Lea, includendo le procedure endoscopiche e radiologiche avanzate oggi non rimborsate; sostenere la ricerca multicentrica, attraverso reti coordinate e piattaforme condivise. Le due associazioni si impegnano a sostenere il percorso attraverso formazione, advocacy istituzionale, aggiornamento scientifico e un forte legame con le associazioni pazienti.

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