
Quasi 8 italiani su 10 dichiarano di soffrire di disturbi della vista, di cui metà di miopia e un quinto di presbiopia. Difetti refrattivi o malattie oculari che riducono la qualità della vita e che in assenza di comportamenti e interventi appropriati rischiano di peggiorare nel tempo ampliando esigenze e costi assistenziali. Un fenomeno aggravato dalle difficoltà di accesso al Sistema sanitario nazionale per le visitite oculistiche e specialistiche che, nell'esperienza dei cittadini, sono sempre più componente della sanità a pagamento. Nel rapporto realizzato dalla Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia in collaborazione con il Censis dal titolo dal titolo 'Vedere meglio, vivere meglio, tutti. La relazione degli italiani con i disturbi visivi ed il sistema sanitario', viene rilevato che su 100 tentativi di prenotazione nel Servizio sanitario nazionale (Ssn), in 39 casi di fronte ai tempi troppo lunghi di attesa per l'accesso alle prestazioni oculistiche le persone scelgono di rivolgersi alla sanità a pagamento, tra privato e intramoenia. Per gli esami specialistici, su 100 tentativi di prenotazione in 40 casi i cittadini hanno optato per la sanità a pagamento. Per le visite oculistiche, dunque, il 62,8% degli italiani che ha almeno un disturbo visivo di solito si rivolge al privato, il 32,8% al Servizio sanitario e il 4,4% all'intramoenia.


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