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A Roma il 27esimo Congresso Aiom con 3mila oncologi, apre Mattarella

Oncologia Redazione DottNet | 07/11/2025 16:24

Il 16% delle donne costrette a lasciare il lavoro dopo la diagnosi di tumore. Anche 15% uomini rinuncia, ogni paziente costretto a pagare 1.800 euro l'anno

Si è aperto a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il XXVII Congresso nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), il più importante appuntamento scientifico di aggiornamento e confronto, che riunisce circa 3mila specialisti per fare il punto sulla lotta ai tumori. Un confronto tra clinici ed esperti sulle tematiche fondamentali e le principali sfide che riguardano l'oncologia, il sistema sanitario nazionale, l'innovazione in campo terapeutico e l'importanza della prevenzione. Dagli oncologi italiani arriva un forte richiamo alla Costituzione, e in particolare all'articolo 32 scelto come titolo del congresso: 'La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività'. Nel 2024 in Italia sono state stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore. Si tratta di numeri sostanzialmente stabili rispetto al biennio precedente. Una tendenza favorevole, a cui si accompagna un altro dato positivo: la mortalità per cancro nei giovani adulti 20-49enni in 15 anni (2006-2021) è diminuita in modo sostanziale sia negli uomini che nelle donne.

L'oncologia del nostro Paese, sottolineano da Aiom, fa registrare importanti progressi, con migliaia di vite salvate. Sono decisivi i passi in avanti sul fronte delle terapie, anche se molto resta ancora da fare nel campo della prevenzione.

Perdere il lavoro dopo la diagnosi di tumore, oppure doversi fermarsi per seguire le terapie, con grosse difficoltà a rientrare dopo la guarigione. Sulle donne non pesa solo la malattia, ma anche una condizione di progressivo impoverimento economico. Si chiama 'tossicità finanziaria'. In Italia il 16% delle donne e il 15% degli uomini colpiti dal cancro hanno dovuto abbandonare il lavoro a seguito della diagnosi. L'uscita dal mondo produttivo implica gravi conseguenze, finora poco misurate e approfondite. E ogni paziente oncologico paga di tasca propria oltre 1.800 euro all'anno, per coprire spese che vanno dai trasporti per raggiungere il luogo di cura ai costi di integratori, farmaci supplementari e visite specialistiche.

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E' l'analisi degli oncologi presentata in occasione del congresso nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Ed è italiano il primo strumento al mondo in grado di analizzare le cause della tossicità finanziaria, cioè della crisi economica a carico dei pazienti generata dal cancro e dai trattamenti. Si chiama Proffit (Patient Reported Outcome for Fighting Financial Toxicity) ed è un questionario che, come evidenziato nello studio pubblicato su Journal of Cancer Policy, misura la tossicità finanziaria in un sistema sanitario pubblico. "Abbiamo già dimostrato, in uno studio su 3.760 cittadini con tumore in Italia, che al momento della diagnosi il 26% deve affrontare problemi di natura economica e il 22,5% peggiora questa condizione di disagio durante il trattamento - spiega Francesco Perrone, presidente Aiom - Questi ultimi, inoltre, hanno un rischio di morte nei mesi e anni successivi del 20% più alto". In un sistema privato come quello statunitense, in cui le assicurazioni coprono l'80% del costo delle cure, "è accettato come inevitabile che chi è colpito dal cancro debba affrontare problemi finanziari - afferma Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom - Negli Usa, il rischio di morte per i pazienti oncologici che vanno in difficoltà economica è di circa l'80% superiore. La diagnosi di cancro può mettere in ginocchio intere famiglie. Non deve invece essere così in Italia e negli altri Paesi con sistemi universalistici, in grado di garantire le cure a tutti".

Da qui Proffit che ha anche evidenziato, sottolinea Laura Arenare, biostatistica all'Istituto Tumori Pascale di Napoli, "notevoli differenze a livello territoriale, perché i pazienti oncologici delle Regioni meridionali devono affrontare maggiori problemi economici".  Nel 2024, in Italia, sono state 390.100 le nuove diagnosi di tumore, ed è costante l'incremento del numero di persone che vivono dopo la diagnosi: nel 2024 erano circa 3,7 milioni e, in base alle stime, supereranno i 4 milioni nel 2030. Per molti, però, la tossicità finanziaria non è causata solo dalla perdita di reddito. Dai questionari Profitt, compilati dai pazienti, emergono cause che possono essere ricondotte a tre grandi macroaree. La prima, affermano gli oncologi, riguarda la capacità di presa in carico da parte del Ssn e questo aspetto può essere affrontato rendendo davvero funzionanti su tutto il territorio le Reti Oncologiche Regionali, oggi attive solo in circa la metà delle Regioni. La seconda causa della tossicità finanziaria è rappresentata dalla distanza tra la casa e il luogo di cura e dalle conseguenti spese per i trasporti. La terza riguarda le spese che il Ssn non copre: farmaci supplementari, integratori, visite specialistiche successive alla diagnosi. Questi costi, spiega Elisabetta Iannelli, segretaria Favo (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), "possono pesare in modo significativo. Il nostro sistema garantisce l'accesso ai farmaci anticancro, ma prestazioni come fisioterapia, chirurgia ricostruttiva o cure odontoiatriche restano escluse. Anche protesi e ausili fondamentali, come parrucche o reggiseni post-operatori per le donne operate di tumore al seno, rimangono a carico delle pazienti". Parlare di ritorno alla vita dopo il cancro significa considerare anche questi aspetti: "La guarigione dal cancro non può prescindere dalla sostenibilità economica della vita quotidiana, altrimenti - conclude Iannelli - la vittoria clinica rischia di diventare una sconfitta sociale".

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