
"La sanità digitale può essere la chiave di volta per affrontare nodi strutturali e preservare il carattere di universalità del nostro sistema sanitario, aiutandoci a ridurre i divari di salute di natura geografica e sociale. In questo senso, stiamo investendo per modernizzare l'infrastruttura sanitaria e condivido la convinzione che la trasformazione digitale non può essere solo tecnologica, ma debba essere anche culturale, organizzativa, di sistema". A dirlo il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo, all'Università della Calabria, alla seconda edizione degli Stati generali della Sanità Digitale e delle Terapie Digitali (DTx), un'occasione di confronto e proposta promossa dall'Intergruppo parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali, in collaborazione con l'Ateneo calabrese e con la rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief. "Questo convegno - ha aggiunto il ministro - è stato organizzato in una sede opportuna e sono sicuro che la sanità digitale, la digitalizzazione, la telemedicina, l'intelligenza artificiale produrranno benefici per il servizio sanitario nazionale. La digitalizzazione può fare quello che è avvenuto in Italia nel dopoguerra, quando sono state costruite le autostrade, può rendere il servizio sanitario nazionale più equo, più alla portata di tutti, può ridurre le distanze tra chi vive in una regione o chi vive in un'altra, tra chi vive in un piccolo centro e chi vive in una grande città.




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