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STRAP Trial: la medicina di precisione applicata alla reumatologia.

Reumatologia Redazione DottNet | 29/12/2025 17:44

Lo studio STRAP rivoluziona la terapia dell’artrite reumatoide, identificando profili molecolari predittivi di risposta ai farmaci biologici, per un trattamento personalizzato più efficace.

Abstract


Negli ultimi anni la gestione dell’artrite reumatoide (AR) è stata rivoluzionata dai farmaci biologici e a bersaglio molecolare sintetico, ma rimane critica la previsione della risposta terapeutica. Lo studio STRAP (2025) ha analizzato biopsie sinoviali di pazienti trattati con etanercept, rituximab o tocilizumab, identificando profili molecolari predittivi di efficacia mediante analisi trascrittomica e machine learning. I modelli hanno mostrato un’accuratezza tra il 79% e l’85%, evidenziando l’applicabilità di strategie terapeutiche personalizzate nell’AR, basate sul profilo biologico individuale.

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Negli ultimi anni la reumatologia ha vissuto una fase di profonda trasformazione grazie all’introduzione dei farmaci biologici e, più recentemente, dei farmaci a bersaglio molecolare sintetico, che hanno radicalmente migliorato la gestione di patologie complesse come l’artrite reumatoide (AR). Tuttavia, la grande sfida rimane quella di identificare, prima dell’avvio della terapia, quale paziente risponderà meglio a un determinato trattamento. In questo contesto si colloca lo studio STRAP (Synovial Tissue biopsy Randomised Analysis and Profiling), pubblicato nel 2025 su Nature Communications da Lewis et. al, che rappresenta una delle prime applicazioni concrete di medicina di precisione in reumatologia.

Il trial ha arruolato pazienti con artrite reumatoide attiva, successivamente randomizzati al trattamento con uno dei tre farmaci biologici di riferimento: etanercept (anti-TNF), rituximab (anti-CD20) e tocilizumab (anti-IL-6R).

Lo studio si è incentrato sull'utilizzo della biopsia sinoviale, da cui sono stati ottenuti profili molecolari dettagliati, mediante tecniche di trascrittomica ad alta risoluzione. I dati così acquisiti sono stati successivamente analizzati con algoritmi di machine learning per identificare signature predittive di risposta terapeutica.

Lo studio ha rivelato che i profili molecolari sinoviali sono altamente predittivi dell’efficacia del trattamento. In particolare:

  • pattern con forte attività B-cellulare risultavano associati a una risposta migliore al rituximab;
  • signature geniche dominanti nelle vie IL-6-dipendenti predicevano una maggiore efficacia del tocilizumab;
  • profili con marcata attivazione TNF-mediata si correlavano a una risposta favorevole all’etanercept.

Il dato più rilevante è stato l’accuratezza predittiva raggiunta: i modelli sviluppati hanno dimostrato la capacità di classificare i pazienti con una precisione compresa tra il 79% e l’85%, valori straordinariamente elevati rispetto all’attuale approccio clinico, che non dispone di marcatori affidabili di risposta.

Dal punto di vista clinico, lo STRAP trial ha il potenziale di ridurre in maniera significativa la fase di tentativi ed errori che oggi caratterizza la scelta terapeutica nell’AR. Attualmente, infatti, la decisione relativa al farmaco biologico da utilizzare avviene in gran parte sulla base di criteri clinici generali, con il rischio di periodi di inefficacia terapeutica e di progressione del danno articolare. Un test validato, derivato da questo studio, potrebbe consentire di personalizzare la terapia sin dall’inizio, migliorando gli outcome clinici e ottimizzando al contempo le risorse del sistema sanitario.

Permangono tuttavia alcune criticità. L’esecuzione della biopsia sinoviale non è una pratica di routine nella maggior parte dei centri diagnostici, poiché richiede personale esperto e laboratori specializzati. Inoltre, i risultati dello studio necessitano di ulteriori validazioni in coorti più ampie e multicentriche prima di poter essere trasferiti nella pratica clinica quotidiana.

In prospettiva, lo STRAP trial apre una strada concreta verso la reumatologia di precisione, in cui la scelta terapeutica non sarà più basata esclusivamente su criteri clinici generici, ma guidata dal profilo biologico del singolo paziente. Nei prossimi anni, la combinazione di biopsia sinoviale, intelligenza artificiale e biomarcatori sistemici potrebbe costituire il presupposto essenziale per costruire algoritmi predittivi applicabili su larga scala. Parallelamente, la ricerca sta esplorando soluzioni meno invasive, come la profilazione molecolare del sangue periferico o l’uso di tecniche di imaging avanzato, che potrebbero affiancare o, in futuro, sostituire la biopsia in determinati contesti clinici.

Lo studio di Lewis e colleghi segna una tappa cruciale nel percorso verso una terapia realmente personalizzata dell’artrite reumatoide. Grazie all’integrazione tra biologia molecolare e intelligenza artificiale, diventa possibile superare l’approccio empirico e offrire cure su misura per ogni paziente. La sfida sarà ora trasformare queste scoperte in strumenti clinici accessibili e validati, capaci di incidere concretamente sugli esiti della malattia.

Referenze: Lewis, M.J., Çubuk, C., Surace, A.E.A. et al. Deep molecular profiling of synovial biopsies in the STRAP trial identifies signatures predictive of treatment response to biologic therapies in rheumatoid arthritis. Nat Commun 16, 5374 (2025). doi.org/10.1038/s41467-025-60987-9.

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