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Antibiotici: “Se non sei un medico, non fare il medico”. Parte la Campagna promossa da AIFA in accordo con il Ministero della Salute

Aifa Redazione DottNet | 09/12/2025 17:46

Al via la nuova campagna di AIFA, in collaborazione con il Ministero della Salute, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di assumere consapevolmente gli antibiotici.

"Se non sei un medico, non fare il medico" è lo slogan della campagna di comunicazione sull’uso consapevole degli antibiotici, promossa dall’Agenzia Italiana del Farmaco in accordo con il Ministero della Salute. Si tratta di un’iniziativa multichannel: oltre agli spot televisivi su Rai e Mediaset, sono previsti spazi dedicati sulla stampa e messaggi mirati per i canali social. Tutti gli strumenti convergono verso un unico fine: informare ed educare i cittadini sui rischi dell’autoprescrizione, ricordando che gli antibiotici devono essere assunti solo dietro prescrizione medica e rispettando con precisione tutte le indicazioni del curante.

L’uso non consapevole di questi farmaci contribuisce infatti ad alimentare il fenomeno drammatico dell’antimicrobico-resistenza, cioè la capacità dei batteri di rafforzarsi e diventare insensibili agli antibiotici stessi. Una condizione che rende le terapie inefficaci, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute, soprattutto nei pazienti fragili. Non riuscire a controllare un’infezione significa esporre la vita a rischi concreti.

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Antibiotici fai da te: un problema soprattutto italiano

L’Italia è oggi tra i Paesi europei con i consumi di antibiotici più elevati e, di conseguenza, con una maggiore diffusione di germi multiresistenti a più classi di farmaci. Secondo gli ultimi dati AIFA (Rapporto OsMed 2025), a livello territoriale gli antimicrobici rappresentano la quota più alta di consumi farmaceutici in Italia (1,7%), superata solo dalla Francia (2%). Nel nostro Paese si è inoltre registrato un aumento significativo del consumo nel periodo 2021-2024 (+7%), superiore alla media europea (+4,4%).

Invertire la rotta richiede un impegno costante, volto a circoscrivere l’impiego degli antibiotici ai soli casi di reale necessità, evitando qualsiasi forma di "fai da te". Usarli in modo appropriato significa ricorrervi solo dopo una consultazione chiara con il proprio medico, assumendo il farmaco nelle dosi e nei tempi prescritti, senza interrompere prematuramente il trattamento al primo miglioramento dei sintomi. Significa anche evitare l’utilizzo di antibiotici avanzati da cicli precedenti e ricordare che l’influenza stagionale è causata da virus, non da batteri: in questi casi, l’antibiotico non solo è inutile, ma può persino peggiorare lo stato di salute della persona malata.

La campagna, con toni anche ironici, mette in guardia dal rischio dell’autodiagnosi tramite "dottor Google" o intelligenza artificiale, invitando a non ricorrere mai agli antibiotici ai primi sintomi influenzali.

Il punto di vista delle autorità sanitarie

"L’uso responsabile degli antibiotici – afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci – è necessario per contrastare la resistenza dei batteri che, come sappiamo, si traduce poi nel rischio di infezioni ospedaliere. Con questa campagna vogliamo sensibilizzare i cittadini a non consumare antibiotici se non affidandosi al proprio medico, per garantire appropriatezza e un’adeguata aderenza terapeutica. L’antibiotico-resistenza è una priorità di salute pubblica che vede il Ministero impegnato su più fronti anche per lo sviluppo di nuovi antibiotici. È una sfida, però, che richiede l’impegno di tutti: istituzioni, operatori sanitari e cittadini".

"Con questa iniziativa di comunicazione puntiamo a scoraggiare il ‘fai da te’, ribadendo con forza che non bisogna mai sostituirsi al medico. È importante comprendere che l’antibiotico va usato solo se necessario – spiega il Presidente di AIFA, Robert Nisticò – e solo il medico può valutare caso per caso se prescriverlo e quale sia il più indicato, tenendo conto di diversi fattori, perché gli antibiotici non sono tutti uguali. Un’altra parola chiave è prevenzione: possiamo fare molto per limitare le infezioni con misure di igiene e comportamenti responsabili, soprattutto negli ospedali e nelle strutture di lungodegenza, dove i pazienti sono più fragili ed esposti e dove è ancora più importante alzare la guardia. Solo un impegno comune può aiutarci a mantenere efficaci anche in futuro questi preziosi strumenti di salute".

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