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Malattie rare: accesso alle cure tra equità, sostenibilità e qualità di vita

Un nuovo volume affronta il tema dell’accesso alle terapie nelle malattie rare. La Miastenia Gravis diventa il caso studio per capire dove il sistema si inceppa e quali leve possono restituire equità ai pazienti.
Malattie Rare

La discussione sulle malattie rare accesso alle cure è entrata in una fase nuova. Non si parla più solo di diagnosi difficili, farmaci orfani o centri specialistici: al centro del dibattito sono arrivati i nodi strutturali che determinano la possibilità – o l’impossibilità – di accedere realmente ai trattamenti. I temi sul tavolo, quando si parla di patologie rare, sono molti: dall’appropriatezza alla disomogeneità regionale, dalla continuità terapeutica alla sostenibilità economica. Sono questi gli elementi che fanno davvero la differenza quando si tratta di portare le terapie "al letto del paziente".

In questo scenario si inserisce una pubblicazione esemplare: "Equità d’accesso alle cure, sostenibilità e qualità di vita: il caso studio della Miastenia Gravis", presentata nel corso dell’omonimo convegno online. Un documento che, insieme, è focus sulla patologia – rara – ma anche descrizione di un paradigma di presa in carico. Perché dietro la specificità di ogni malattia rara ci sono percorsi che possono diventare best practice, consentendo di osservare da vicino sia gli esempi virtuosi sia le criticità sistemiche.

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Il quadro istituzionale: equità e semplificazione come richieste urgenti

In apertura del convegno, l’Onorevole Ilenia Malavasi (Commissione XII Affari Sociali, Camera dei Deputati) ha richiamato l’attenzione su un punto centrale per tutte le malattie rare: "Le disomogeneità regionali sono un ostacolo che non possiamo più ignorare. Il diritto alla cura non può dipendere dal territorio di residenza".

Parole che hanno trovato immediata sponda nell’intervento della Senatrice Elena Murelli (Commissione X Affari Sociali, Sanità e Lavoro, Senato della Repubblica), che ha ribadito la necessità, da parte della politica, di semplificare i percorsi, garantire accesso tempestivo e superare la frammentazione amministrativa, che trasforma il cammino di cura in un vero labirinto. "La tutela del diritto alla cura deve tradursi in pratica quotidiana, non restare un principio enunciato", ha affermato, ricordando come l’equità di accesso nelle malattie rare resti un traguardo ancora da raggiungere.

Il caso della Miastenia Gravis: un paradigma delle criticità nelle malattie rare

Per il professor Francesco Habetswallner, Direttore dell’U.O.C. Neurofisiopatologia – Centro Miastenia dell’AORN Cardarelli di Napoli, la Miastenia Gravis rappresenta un esempio paradigmatico per comprendere quantità e qualità dei problemi che caratterizzano molte malattie rare: "Si tratta di una malattia cronica e disabilitante, caratterizzata da grande variabilità clinica e da bisogni assistenziali complessi. La tempestività diagnostica e la presa in carico multidisciplinare sono essenziali per garantire qualità di vita e ridurre il rischio di crisi acute".

L’obiettivo del volume non è quindi solo raccontare una singola patologia, ma mostrare come il sistema reagisce (nel bene e nel male) quando si tratta di malattie rare che richiedono competenze integrate, continuità nell’approvvigionamento dei farmaci e percorsi assistenziali stabili.

Appropriatezza e criteri di accesso: quando le regole diventano una barriera

Uno dei primi nodi riguarda il rapporto tra criteri regolatori e bisogni clinici. I criteri AIFA, nati per governare l’appropriatezza prescrittiva, rischiano di diventare obsoleti in tempi rapidi a causa della velocità dell’innovazione terapeutica. Ciò è vero in molti ambiti, ma ancora di più nelle malattie rare, dove l’urgenza dei bisogni clinici spesso si scontra con i tempi di aggiornamento degli enti regolatori.

Criteri troppo rigidi possono escludere pazienti che avrebbero bisogno urgente di trattamento, mentre criteri troppo ampi rischiano di creare difficoltà sulla sostenibilità economica del sistema. L’equilibrio tra appropriatezza e necessità resta così uno dei nodi più delicati della governance sanitaria.

La disomogeneità regionale: un’Italia a geometrie variabili

Il documento non sorvola su un tema ricorrente negli incontri pubblici su innovazione terapeutica: l’accesso ai trattamenti non è omogeneo, ma varia in base alla Regione di residenza. Tempistiche differenti, procedure non uniformi, percorsi autorizzativi eterogenei e disponibilità ospedaliere variabili creano disuguaglianze strutturali che alimentano la migrazione sanitaria. Come ha ribadito l’Onorevole Malavasi: "Il diritto alla cura non può dipendere dal territorio di residenza".

Sostenibilità e valore: oltre il prezzo del farmaco

Uno dei contributi più significativi del volume è quello della professoressa Barbara Polistena (C.R.E.A. Sanità, Università di Roma Tor Vergata), che richiama l’attenzione su una valutazione del valore terapeutico che non si limiti alla dimensione economica: "La valutazione farmaco-economica deve essere utilizzata per favorire una gestione più razionale dei fondi, rendendo le decisioni più trasparenti, inclusive e orientate ai risultati. Non è sufficiente guardare esclusivamente alla sostenibilità economica, ma anche a quella clinica, organizzativa e sociale".

Valutare solo il prezzo di un farmaco, ignorando le ricadute sociali, lavorative e assistenziali di una malattia rara, significa osservare solo una parte della realtà, rischiando decisioni inefficaci e controproducenti per il sistema.

Diritti, lavoro e riconoscimento dei bisogni: la dimensione sociale delle malattie rare

Il documento dedica ampio spazio alle ricadute normative e sociali, un tema spesso trascurato. Le persone con Miastenia Gravis – e, per estensione, molte persone con malattie rare – affrontano ostacoli significativi nel riconoscimento della disabilità, nell’accesso alla Legge 104 e nella compatibilità tra regime terapeutico e attività professionale. La malattia rara è una condizione che ridefinisce il modo di vivere nel suo complesso: lavoro, relazioni, opportunità. Un vissuto che non sempre trova adeguata considerazione nei tavoli decisionali.

Il ruolo delle associazioni: presidio del sistema e voce dei pazienti

Le associazioni di pazienti svolgono un ruolo insostituibile nel mediare bisogni reali e politiche sanitarie. Una malattia può sconvolgere un intero sistema familiare e non solo la persona che ne viene colpita: mantenere un dialogo costante tra associazioni e istituzioni significa garantire a chi soffre di malattie rare un accesso più tempestivo ed equo alle cure.

Dall’analisi all’impegno: indicare una direzione possibile

La chiusura del convegno ha evidenziato la volontà di costruire un percorso condiviso. Il documento presentato non offre soluzioni valide in ogni contesto, ma indica con chiarezza un metodo e un orizzonte: considerare le malattie rare come una sfida che coinvolge clinici, istituzioni, il mondo del lavoro e la società nel suo complesso. Ogni passo avanti nella qualità di vita di chi convive con una malattia rara è un progresso per l’intera comunità.

La Miastenia Gravis, come caso studio, mostra come la riflessione sulle malattie rare accesso alle cure possa trasformarsi in impegno clinico, organizzativo e politico, indicando una direzione possibile per un futuro più equo.

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