
Al convegno di Cittadinanzattiva il capo Dipartimento del Ministero della Salute richiama i dati su Fondo sanitario, liste d’attesa e riforme in corso.
Il Servizio sanitario nazionale non è stato ridotto, nonostante una diffusa percezione di rassegnazione e rabbia. Lo ha affermato Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento Programmazione del Ministero della Salute, intervenendo alla presentazione del Rapporto Civico sulla salute e del Rapporto sulle Politiche della Cronicità di Cittadinanzattiva.
"Nonostante percezioni di rassegnazione e rabbia, il Servizio sanitario nazionale non è stato ridotto: i dati ufficiali mostrano incrementi reali e finalizzati delle risorse, con investimenti significativi su personale, prevenzione, ospedali e territorio".
Liste d’attesa, personale e nuovi strumenti di governance
Secondo Mennini, la trasformazione del sistema richiede tempo, in particolare sul fronte delle liste d’attesa, ma sono state poste basi strutturali per un rafforzamento complessivo del Ssn. "La trasformazione delle liste d’attesa e il rafforzamento del sistema richiedono tempo, ma la nuova piattaforma nazionale permette di raccogliere dati omogenei e di valutare correttamente le performance regionali, gettando le basi per un Ssn più forte, trasparente e accessibile a tutti i cittadini".
Il capo Dipartimento ha sottolineato come il Fondo sanitario nazionale sia cresciuto negli ultimi tre anni in termini reali, anche grazie a risorse aggiuntive orientate alla programmazione dei fabbisogni. Tra le priorità indicate figurano l’aumento del personale sanitario, con particolare attenzione agli infermieri, attraverso piani di assunzione straordinari, incentivi e formazione, e il rafforzamento della prevenzione, considerata "la migliore forma di investimento dal punto di vista economico e sociale".
Ospedali, territorio e ruolo del privato accreditato
Nel suo intervento Mennini ha inoltre evidenziato l’importanza di nuovi standard per ospedali e territorio, dell’integrazione tra ospedale e assistenza domiciliare e del ruolo delle reti cliniche di patologia. In questo contesto, ha richiamato anche l’utilizzo delle tecnologie digitali, della telemedicina e dell’intelligenza artificiale per garantire un accesso più equo alle cure.
Un ulteriore elemento richiamato riguarda l’attivazione dei registri nazionali per dispositivi medici e procedure sanitarie, definiti "strumenti fondamentali per monitorare l’efficacia e la sicurezza delle cure in tutto il territorio nazionale". Riguardo le strutture private accreditate, "restano parte del sistema pubblico, l’obiettivo è uniformare l’accesso alle cure tra le Regioni e migliorare la comunicazione con i cittadini, spesso esposti a notizie errate o allarmistiche", ha concluso.
Al convegno al Ministero della Salute, Cittadinanzattiva segnala criticità su liste d’attesa, carenze di personale e disuguaglianze territoriali.
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