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H3N2, l’influenza accelera sulle Ande: prima il Perù e ora la Bolivia, cresce il rischio regionale

Infettivologia

L’influenza A (H3N2) torna al centro dell’attenzione sanitaria in Sud America, prima il Perù e ora la Bolivia a distanza di pochi giorni hanno dichiarato l’allerta epidemiologica nazionale. Una risposta coordinata che riflette la crescente preoccupazione per un sottotipo virale noto per l’elevata trasmissibilità e per l’impatto clinico più severo, soprattutto nelle fasce di popolazione vulnerabili.

Dal punto di vista clinico, l’H3N2 si distingue per una maggiore probabilità di complicanze respiratorie, come polmoniti e insufficienza respiratoria, che possono richiedere ospedalizzazione. Febbre alta, tosse secca, mialgie, cefalea e marcata astenia rappresentano il quadro sintomatologico più frequente, con un rischio aumentato di evoluzione grave nei soggetti ad alto rischio.

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Per contenere la diffusione, il Minsa ha potenziato la sorveglianza epidemiologica e le capacità diagnostiche dei laboratori nazionali, rilanciando al contempo la campagna di vaccinazione antinfluenzale e le misure di prevenzione individuale: uso della mascherina in presenza di sintomi, adeguata ventilazione degli ambienti chiusi e accesso tempestivo alle cure in caso di peggioramento clinico.

Una linea simile è stata adottata dalla Bolivia, dove il governo ha dichiarato lo stato di allerta epidemiologica rafforzando i controlli sanitari negli aeroporti, ai valichi di frontiera e nelle aree considerate più esposte al rischio di contagio. Le autorità boliviane sottolineano che la situazione è sotto controllo, ma richiede un approccio preventivo e una vigilanza costante, con il coinvolgimento coordinato di sanità, migrazione e forze di sicurezza.

Il doppio intervento di Perù e Bolivia evidenzia come l’H3N2 non sia più un fenomeno circoscritto a singoli paesi, ma una minaccia influenzale a dimensione regionale. In un’area caratterizzata da intensi flussi di persone e da sistemi sanitari spesso sotto pressione, la prevenzione resta l’arma principale per evitare una nuova ondata di casi gravi e proteggere la salute pubblica durante uno dei periodi più delicati dell’anno.

Infettivologia
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