
Nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025”, Schillaci indica la prevenzione come leva strategica e punta alla gratuità dello screening polmonare.
Le disuguaglianze nell’accesso alla diagnosi precoce e la persistenza di comportamenti dannosi per la salute restano tra le principali criticità della sanità pubblica italiana. È quanto emerge dal rapporto I numeri del cancro in Italia 2025, una fotografia dell’evoluzione dell’epidemiologia oncologica, ove si rafforza il ruolo strategico della prevenzione.
Nella prefazione al volume, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato come "le disuguaglianze sociali nell’accesso alla diagnosi precoce e la persistenza di comportamenti a rischio rappresentano sfide urgenti, che richiedono un’azione decisa e coordinata", indicando la prevenzione quale leva strategica delle politiche sanitarie.
Screening e prevenzione: due parole d’ordine per la sostenibilità
Secondo Schillaci, il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 costituisce la cornice strategica in cui affrontare queste sfide puntando sull’integrazione dei percorsi assistenziali, sul potenziamento degli screening e sul rafforzamento della ricerca. "L’epidemiologia dei tumori sta cambiando e la prevenzione è la leva strategica su cui investire", osserva il ministro, evidenziando come la promozione di stili di vita sani e l’adesione ai programmi di screening siano determinanti per ridurre il rischio e intercettare la malattia in fase precoce.
Proprio in questo quadro si inserisce l’ampliamento degli screening già attivi. Schillaci ricorda infatti che sono state stanziate risorse per estendere le fasce di età per lo screening del tumore della mammella e del colon-retto, rafforzando al tempo stesso la Rete italiana per lo screening del tumore del polmone.
Verso la gratuità dello screening per il tumore del polmone
L’obiettivo di medio periodo, ribadisce il ministro, è chiaro: "inserire quanto prima anche lo screening del cancro del polmone nei programmi gratuiti del Servizio sanitario nazionale". Un passaggio che segnerebbe un’evoluzione rilevante delle politiche di prevenzione, soprattutto per una patologia che ancora si caratterizza per diagnosi tardive e forte impatto sulla mortalità.
Accanto a questo, l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza prevede anche l’introduzione di programmi di sorveglianza attiva per i tumori ereditari della mammella e dell’ovaio, rafforzando l’approccio preventivo e personalizzato.
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