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Garante Privacy, sì all’uso dei recapiti telefonici per promuovere gli screening

Privacy Redazione DottNet | 18/02/2026 15:56

Linee guida per consentire alle aziende sanitarie di contattare i pazienti nel rispetto delle tutele previste dal Regolamento Ue.

Le aziende sanitarie potranno utilizzare i recapiti telefonici dei pazienti adulti, raccolti in occasione di precedenti prestazioni, per promuovere l’adesione a campagne di screening previste da normative nazionali o regionali. Anche se, al momento della raccolta dei dati, l’informativa non indicava espressamente tale finalità.

Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali, ritenendo che il trattamento dei dati strettamente necessario alla promozione di programmi pubblici di prevenzione possa considerarsi compatibile con le originarie finalità di cura, diagnosi e assistenza sanitaria. Purché siano rispettate adeguate garanzie.

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Compatibilità con le finalità di cura

Secondo l’Autorità, alla luce dei principi del Regolamento europeo e della giurisprudenza Ue, l’utilizzo dei recapiti per sollecitare l’adesione agli screening rientra in un perimetro coerente con la tutela della salute pubblica.

Non si tratta quindi di un nuovo trattamento per finalità commerciali o amministrative, ma di un’estensione funzionale alle attività di prevenzione previste dal sistema sanitario.

Le garanzie previste

Per rafforzare la tutela dei pazienti, il Garante ha adottato specifiche Linee guida.

Le aziende sanitarie dovranno aggiornare l’informativa, precisando che i recapiti più recenti raccolti per finalità di cura, previa verifica della loro esattezza, potranno essere utilizzati esclusivamente per la promozione di programmi pubblici di prevenzione.

È espressamente escluso l’utilizzo dei dati per altre finalità, come la ricerca scientifica o attività amministrative non collegate agli screening.

L’uso dei recapiti dovrà inoltre essere limitato alle campagne previste dalla normativa vigente ed escludere i dati raccolti nell’ambito di prestazioni caratterizzate da particolare tutela dell’anonimato, come l’interruzione volontaria di gravidanza, il parto in anonimato, le prestazioni per persone sieropositive o per vittime di violenza.

Nel messaggio di invito dovrà essere chiaramente identificata l’azienda sanitaria come mittente e dovranno essere indicati il diritto di opposizione e le modalità semplici e immediate per esercitarlo.

Prevenzione e politiche pubbliche

Il chiarimento interviene in un contesto in cui la prevenzione e l’adesione agli screening rappresentano uno degli assi portanti delle politiche sanitarie nazionali. L’efficacia dei programmi di diagnosi precoce dipende in larga misura dalla capacità delle aziende sanitarie di raggiungere attivamente i cittadini, superando barriere informative e organizzative.

Con queste Linee guida, l’Autorità prova a bilanciare l’esigenza di promuovere la salute pubblica con la tutela dei dati personali, definendo un perimetro operativo chiaro per le strutture sanitarie.

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