
L’invecchiamento comporta un progressivo declino delle capacità fisiologiche, cognitive e funzionali, che può tradursi in ridotta mobilità, perdita di autonomia e peggioramento della qualità di vita. Questo declino, se associato a inattività fisica, aumenta il rischio di neurodegenerazione, inizialmente con deficit lievi delle funzioni esecutive, fino a un declino cognitivo marcato.
L’inattività fisica è oggi riconosciuta come un fattore determinante nello sviluppo di demenza negli anziani, contribuendo a più del 20% dei casi. Questo rende l'esercizio fisico non solo una strategia efficace per rallentare la progressione neurodegenerativa, ma anche una soluzione a basso costo e facilmente implementabile per migliorare la qualità della vita degli anziani.
Diversi studi scientifici hanno confermato che varie forme di allenamento, tra cui allenamenti aerobici, esercizi di forza e programmi combinati con training cognitivo, sono efficaci nel migliorare le funzioni esecutive e le capacità funzionali in individui con declino cognitivo. L'allenamento cognitivo, in particolare, ha mostrato miglioramenti in aree come la memoria di lavoro, il controllo inibitorio e le abilità percettive, ma ha anche evidenziato dei limiti quando applicato a pazienti anziani, i quali potrebbero non rispondere altrettanto positivamente rispetto a individui più giovani.
Uno studio recente, pubblicato sulla rivista The Journal of Prevention of Alzheimer’s Disease, ha esaminato l’efficacia di un programma di 12 settimane di esercizio fisico. I risultati sono stati molto promettenti: sia l’allenamento aerobico che l’allenamento di forza, con o senza componenti di addestramento cognitivo, hanno portato a miglioramenti significativi nella performance cognitiva e nelle abilità funzionali degli anziani con declino cognitivo. Questi risultati rafforzano l’evidenza che l'esercizio fisico non solo aiuta a migliorare la cognizione, ma ha anche un impatto positivo sulle funzioni quotidiane degli anziani, come l’autonomia nelle attività quotidiane e la qualità della vita.
In sintesi, l'inattività fisica è un fattore di rischio importante per lo sviluppo di demenza e declino cognitivo negli anziani, ma l'integrazione di attività fisica regolare e allenamenti combinati rappresenta una strategia efficace e sostenibile per contrastare questo rischio. Pertanto, è essenziale che le politiche sanitarie e le raccomandazioni cliniche promuovano l'attività fisica come una parte fondamentale della cura e della prevenzione nei pazienti anziani, al fine di rallentare il declino cognitivo e mantenere l’autonomia nelle fasi avanzate della vita.
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