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Il Covid resta il 76% più letale dell’influenza

Malgrado vaccini e varianti meno aggressive, il Covid-19 continua a causare un rischio di morte significativamente più alto rispetto all’influenza.
Infettivologia

Il Covid-19, nonostante le varianti meno dannose degli ultimi anni, i vaccini e le terapie, continua ad essere un virus pericoloso che comporta un rischio di morte di almeno il 76% più alto rispetto all’influenza stagionale.

Questo è quanto rilevato dalle conclusioni di uno studio eseguito da ricercatori del Korea University College of Medicine, di Ansan, in Corea del Sud e pubblicato sull'International Journal of Infectious Diseases.

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Confronto tra Covid-19 e influenza stagionale

Lo scopo dei ricercatori era quello di mettere a confronto l'influenza e Covid-19 per capire se la presenza di quest’ultimo in fase endemica, ne avesse rallentato la letalità. Dalle ricerche sono stati evidenziati circa 13 milioni di casi Covid tra l'estate 2022 e la fine del 2023 e circa 3 milioni di casi di influenza stagionale.

Nel complesso i pazienti con Covid presentavano una mortalità a 30 giorni dello 0,20% rispetto allo 0,016% di quelli affetti da influenza: una differenza di 12,5 volte. A giustificare una differenza così elevata sono state soprattutto le diverse caratteristiche dei malati, con i pazienti Covid che avevano un'età media di 20 anni più alta rispetto a quelli affetti da influenza.

Differenze di mortalità e ruolo della vaccinazione

Nonostante la parità di caratteristiche però, la differenza era notevole: i pazienti Covid presentavano una mortalità media del 76% più alta, che era più che doppia in alcune categorie come i pazienti più giovani, quelli ricoverati o con pregresso infarto.

La forbice, invece, si è dimostrata più stretta tra gli anziani. I ricercatori hanno evidenziato che: "Una possibile spiegazione di queste differenze specifiche per età è la strategia vaccinale implementata in Corea.

Dalla stagione invernale 2022-2023, nella vaccinazione contro il Covid-19 è stata data priorità agli anziani e ad altri gruppi ad alto rischio. Ciò potrebbe aver attenuato l'eccesso di mortalità, portando a una differenza minore in questa fascia d'età rispetto a quella tra i giovani adulti".

Infettivologia
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