
Mentre i sindacati chiedono il rinnovo dei contratti, il privato accreditato avverte: senza Drg aggiornati e tetti di spesa rivisti, la sostenibilità è a rischio.
Il confronto sul rinnovo dei contratti nella sanità privata accreditata si intreccia e condiziona la vertenza sindacale. Il nodo è l’assenza di un aggiornamento tariffario e il permanere dei tetti di spesa. A ribadirlo è l’Associazione Coordinamento Ospedalità Privata (Acop), che si dice pronta al dialogo con il Governo per affrontare una criticità che dura da oltre quindici anni.
Nel corso della riunione convocata dal ministro della Salute Orazio Schillaci con sindacati e Conferenza delle Regioni, Acop ha indicato con chiarezza il punto: senza un adeguamento dei Drg e il superamento del blocco dei tetti di spesa, il sistema rischia di non reggere, indipendentemente dagli esiti della trattativa contrattuale.
Contratti e sostenibilità: due piani distinti ma connessi
Secondo il vicepresidente nazionale Acop, Enzo Paolini, è necessario tenere distinti i due livelli del confronto. L’aggiornamento delle tariffe riguarda la sostenibilità economica delle strutture, mentre il rinnovo del Ccnl attiene al diritto alla giusta remunerazione del lavoro. Legare automaticamente l’uno all’altro significherebbe produrre distorsioni, sperequazioni salariali e, nel medio periodo, favorire esodi di personale e crisi aziendali.
Diventa necessario adottare una posizione in grado di dare continuità al dibattito già aperto sul fronte sindacale, ma capace anche di tenere conto del funzionamento complessivo del sistema di accreditamento e finanziamento delle prestazioni.
Il nodo politico: regole e qualità del servizio
Dal punto di vista del privato accreditato, basare gli aumenti salariali esclusivamente su coperture pubbliche senza intervenire sulle regole di finanziamento rischia di compromettere la qualità e l’efficienza dei servizi. Da qui la richiesta di un doppio binario: confronto sindacale per il rinnovo contrattuale e, parallelamente, dialogo con il Governo per rivedere tariffe e tetti di spesa.
Il messaggio è chiaro: senza una riforma strutturale del quadro economico di riferimento, il sistema dell’ospedalità privata accreditata – che integra il Servizio sanitario nazionale – rischia di non essere più in grado di garantire continuità assistenziale e standard adeguati di qualità.
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