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Sanità privata e RSA, riparte il confronto sui contratti: nodo accreditamento e risorse

Dopo anni di stallo, al Ministero della Salute riprende il confronto sui CCNL della sanità privata e delle RSA. Al centro rinnovi, accreditamento e utilizzo delle risorse pubbliche.
Sindacato

Dopo anni di stallo, torna al centro del confronto istituzionale il rinnovo dei contratti collettivi della sanità privata e delle RSA. Al Ministero della Salute, si è infatti svolta una riunione tra le organizzazioni sindacali di categoria, le associazioni datoriali e le istituzioni, con l’obiettivo di affrontare le criticità legate al mancato rinnovo dei CCNL del comparto.

Al tavolo erano presenti Uil Fpl, Fp Cgil e Cisl Fp, le associazioni dei datori Aris e Aiop, il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni. Un confronto che segna un passaggio rilevante sia sul piano sindacale, sia su quello della governance dell’accreditamento e dell’utilizzo delle risorse pubbliche nel sistema sociosanitario.

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Rinnovi contrattuali e accreditamento: una questione di sistema

"Nel corso dell’incontro abbiamo ribadito con forza l’urgenza improcrastinabile di procedere al rinnovo dei contratti nazionali, scaduti da molti anni", dichiarano i segretari generali di Uil Fpl, Fp Cgil e Cisl Fp, Rita Longobardi, Federico Bozzanca e Roberto Chierchia. Al centro della richiesta sindacale anche la necessità di "regole certe e vincolanti in materia di finanziamento e accreditamento istituzionale", affinché i servizi finanziati con risorse pubbliche siano riservati esclusivamente a soggetti che applicano contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative e che ne garantiscano il rinnovo in tempi congrui.

Un tema che si intreccia da un lato con la qualità dell’assistenza e, dall’altro, con quello del dumping contrattuale tra pubblico e privato accreditato, a parità di funzioni e responsabilità professionali.

Il ruolo delle Regioni e le risorse della manovra

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni hanno espresso comprensione per le criticità sollevate, condividendo l’esigenza di arrivare a una soluzione in tempi rapidi. Un passaggio reso ancora più rilevante dalla prossima disponibilità delle risorse previste dalla Legge di Bilancio 2026, destinate all’aggiornamento dei DRG e al finanziamento dei rinnovi contrattuali.

"Nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori e per garantire servizi di qualità ai cittadini, auspichiamo che il percorso condiviso possa condurre a una rapida e positiva conclusione", proseguono Longobardi, Bozzanca e Chierchia. Le parti hanno concordato che, dopo un incontro preliminare tra Ministero e Conferenza delle Regioni sulla ripartizione delle risorse, previsto entro il 15 gennaio, la negoziazione potrà aprirsi formalmente entro il 20 gennaio.

L’obiettivo dichiarato è sbloccare una situazione che dura ormai da 8 anni per la sanità privata e oltre 13 anni per il comparto RSA, dando risposte a lavoratori e professionisti sanitari che operano in un settore sempre più centrale per la tenuta dell’assistenza territoriale.

In caso di ulteriori rinvii, avvertono i sindacati, "le organizzazioni si riservano di intensificare la mobilitazione a tutela del personale e della qualità assistenziale".

Un confronto che viene da lontano

Il tavolo istituzionale si inserisce in un percorso avviato già nelle settimane precedenti. L’11 dicembre scorso si era svolto un incontro tra Aris e le federazioni sindacali per il rinnovo del CCNL Aris RSA, durante il quale le parti avevano ribadito la volontà di procedere al rinnovo, salvaguardando le posizioni giuridiche acquisite e migliorando le tutele economiche e normative del personale.

Un confronto che, dopo anni di stallo, sembra ora avvicinarsi a una fase decisiva, attraverso un passaggio che supera la semplice contrattazione: la volontà è infatti quella di legare in modo strutturale accreditamento, finanziamento pubblico e rispetto dei contratti di lavoro, quale elemento di garanzia per il sistema e per i cittadini.

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