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Mid Career Award 2025 a Cristian Ripoli per lo sviluppo di terapie innovative contro l’Alzheimer

Il Prof. Cristian Ripoli ottiene il Mid Career Award 2025 per finanziare ricerche su nuove terapie per combattere l’Alzheimer.
Neurologia

Ottime notizie per Cristian Ripoli, professore ordinario di Fisiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presso il campus di Roma, per la ricerca sull’Alzheimer.

La sua attività scientifica è sostenuta da numerosi finanziamenti nazionali e internazionali, tra cui il New Investigator Research Grant e l’Alzheimer’s Association Research Grant, il programma Giovani Ricercatori del Ministero della Salute (ricevuto in più edizioni), e i progetti PRIN e PRIN-PNRR.

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Il premio e i finanziamenti

Il ricercatore è il vincitore del bando di 200.000 dollari, messo a disposizione dall’associazione Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) e dalla Fondazione Armenise-Harvard rivolto ai ricercatori giunti a metà della loro carriera.

Airalzh Onlus è l’unica associazione che promuove la Ricerca medico-scientifica, su scala nazionale, sulla malattia di Alzheimer ed altre forme di demenza. Mentre la Fondazione Giovanni Armenise Harvard nasce con l'obiettivo di sostenere la ricerca di base in campo biomedico.

Il progetto di ricerca di Ripoli

L’obiettivo principale delle attività di ricerca del professor Ripoli è quello di sviluppare delle proteine ingegnerizzate capaci di intervenire sul malfunzionamento sinaptico che caratterizza le persone affette dalla malattia di Alzheimer.

Ripoli ha dichiarato: "La maggior parte delle terapie attualmente in fase di sperimentazione per l’Alzheimer mira a contrastare i fattori scatenanti della malattia, come l’accumulo di proteine che non si ripiegano correttamente e formano depositi tossici nel cervello. Noi, invece, proponiamo di intervenire non sulle cause, ma sulle conseguenze, ossia sulla vulnerabilità delle sinapsi e sulla perdita della plasticità neuronale, responsabili del deficit cognitivo.

Ci siamo ispirati alle strategie utilizzate dagli ingegneri per proteggerci dai disastri. Proprio come non possiamo controllare l’insorgenza e la forza di un terremoto, non possiamo prevedere l’insorgenza della malattia di Alzheimer.

Tuttavia, proprio come fanno gli ingegneri, possiamo progettare strutture più resistenti e resilienti. Il nostro obiettivo è quindi rendere le sinapsi più forti, plastiche e reattive, in grado di resistere all'urto della malattia. Per farlo sfruttiamo tecniche di ingegneria proteica che ci permettono di inserire interruttori molecolari capaci di rispondere a farmaci già approvati e sicuri".

Ripoli ha poi continuato: "Grazie a questo finanziamento avremo anche la possibilità di sviluppare e testare un sistema terapeutico completamente autonomo. Abbiamo infatti progettato proteine ingegnerizzate in grado di attivarsi spontaneamente quando enzimi ‘spia’ segnalano una precoce sofferenza cellulare o sinaptica. È un sistema ‘on demand’, la cura si attiva autonomamente solo nella cellula malata e solo nel momento del bisogno, prima che avvenga la degenerazione."

Il bando e i criteri di selezione

Le due organizzazioni sono alleate da tre anni per offrire una borsa da 100mila USD all’anno per un biennio a favore delle più interessanti ricerche di base nel campo delle malattie neurodegenerative. Questa ha però un vincolo rispetto ai bandi tradizionali: è possibile partecipare solo se si è a capo di un laboratorio indipendente, in Italia da almeno cinque ma non più di 12 anni.

Una scelta che consente di indirizzare i finanziamenti verso le attività e le scoperte che hanno necessità di consolidare i risultati, in una fase estremamente delicata nella carriera di uno scienziato.

Analogamente a quanto accade per tutti i più prestigiosi finanziamenti europei, il grant "Armenise Harvard Airalzh Mid-Career Award" è concesso all’esito di un processo di valutazione molto scrupoloso, durante il quale il ricercatore ha anche un colloquio con una commissione di esperti per discutere le sue aspirazioni e le criticità del progetto da finanziare.

Le parole dei promotori

Elisabetta Vitali, Executive Director della Fondazione Armenise Harvard, ha dichiarato: "Come Fondazione Armenise Harvard, insieme ad Airalzh, vogliamo portare all’attenzione del Governo e delle altre organizzazioni che sostengono la ricerca questo rilevante problema che necessita di un approccio strutturale.

L’esperienza di trentennale della Fondazione Armenise Harvard è emblematica. Con il programma Career Development Award (CDA) abbiamo sostenuto le ricerche in Italia di oltre 30 giovani scienziati che, a loro volta, hanno raccolto fondi per oltre 100 milioni di euro, pubblicando più di 1000 peer-reviewed paper con un H-index medio di 27 e circa 4.700 citazioni medie. È evidente che non è un problema di qualità della ricerca perché anche i ricercatori più produttivi, nonostante ottengano risultati straordinari, soffrono di questa situazione."

La Prof.ssa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh Onlus, ha invece affermato: "Siamo orgogliosi di sostenere, assieme alla Fondazione Armenise Harvard, il lavoro del Prof. Cristian Ripoli. La Ricerca di base è importante per lo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche che, per forza di cose, non può avvenire in tempi rapidi. Proprio per questo motivo è fondamentale aiutare chi, da tempo, sta lavorando con costanza e impegno nella Ricerca ma ha bisogno di finanziamenti per arrivare ai risultati concreti.

La nostra Associazione, da più di 10 anni, si impegna sostenendo la Ricerca di base e clinica attraverso l’erogazione di Assegni di Ricerca e Grants su scala nazionale, coinvolgendo Università e Centri di Ricerca d’eccellenza. Ad oggi sono stati investiti oltre 4 milioni di euro, grazie al sostegno di grandi e piccoli donatori, per finanziare 82 Assegni di Ricerca e 38 Progetti di Ricerca".

Neurologia
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