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Insufficienza respiratoria: ne soffre oltre il 40% degli over 55 ospedalizzati

Sanità pubblica Redazione DottNet | 20/01/2026 12:25

Uno studio valuterà per la prima volta l’impatto della condizione clinica su scala nazionale.

Misurare la reale diffusione dell'insufficienza respiratoria negli anziani ospedalizzati, identificarne le cause principali e confrontare le caratteristiche cliniche e la prognosi dei pazienti con ipossiemia con i soggetti senza questa condizione clinica, valutandone l'impatto su mortalità ospedaliera, durata della degenza e prognosi a breve termine.

Sono questi gli obiettivi di Hypoxia Day, il primo studio nazionale multicentrico sull'insufficienza respiratoria negli anziani avviato dalla Sigot (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio) che unisce 700 pazienti over 55 di circa 40 reparti ospedalieri in tutta Italia (di cui circa la metà nell'Italia Meridionale), tra Geriatria e Medicina interna.

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Hypoxia Day: il primo studio nazionale sull’insufficienza respiratoria negli anziani ospedalizzati

Lo scorso 14 gennaio, in un’unica giornata di relazione nazionale, medici e ricercatori hanno valutato i pazienti ricoverati nei reparti aderenti e li seguiranno fino a 90 giorni dalla dimissione. In questo modo sarà possibile valutare l’impatto della sindrome su mortalità intraospedaliera, durata del ricovero, modalità di dimissione e mortalità fino a 90 giorni dalla dimissione.

L'insufficienza respiratoria, ovvero la riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue, non è una malattia in sé, ma la conseguenza di molte condizioni comuni nell'anziano: dallo scompenso cardiaco alle infezioni respiratorie, dalla sepsi agli eventi cerebrovascolari.

Anche nelle forme lievi, l'ipossiemia rappresenta un potente fattore di rischio indipendente per esiti clinici sfavorevoli. Molteplici studi recenti suggeriscono che oltre il 40% degli anziani ricoverati dal Pronto Soccorso possa presentare insufficienza respiratoria.

Nonostante ciò, la sua reale prevalenza nei reparti ospedalieri per acuti e il suo peso prognostico non sono mai stati valutati in modo sistematico su scala nazionale. Per questo oggi viene considerata una vera e propria "nuova sindrome geriatrica", che merita attenzione clinica, organizzativa e scientifica.

L’insufficienza respiratoria come nuova sindrome geriatrica

Filippo Luca Fimognari, Coordinatore dello studio e Direttore del Dipartimento ad Attività Integrata Medico Polispecialistico dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, ha spiegato: "L'insufficienza respiratoria è estremamente frequente negli anziani ospedalizzati, ma spesso non viene riconosciuta come un problema centrale, soprattutto quando non si manifesta in forma grave.

Con l'Hypoxia Day abbiamo voluto fotografare la realtà clinica quotidiana degli ospedali italiani, per capire quanto l'ipossiemia incida davvero sugli esiti dei pazienti anziani e per fornire basi scientifiche solide ad una gestione più tempestiva e appropriata".

Lorenzo Palleschi, Presidente Sigot e Direttore del Dipartimento Medico dell'Azienda Ospedaliera S. Giovanni-Addolorata di Roma, ha evidenziato: "Con l'Hypoxia Day, la Sigot conferma il suo ruolo di riferimento scientifico e culturale nella cura dell'anziano ospedalizzato.

Studiare l'insufficienza respiratoria significa migliorare la qualità delle cure, ridurre le complicanze e rendere il sistema sanitario più preparato ad affrontare le sfide dell'invecchiamento della popolazione.

Già sappiamo che l'insufficienza respiratoria è un problema di sanità pubblica che richiede maggiore consapevolezza, formazione e integrazione tra i reparti, e soprattutto un maggiore sforzo di ricerca clinica".

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