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Medicinali critici, l’Europarlamento accelera sull’autonomia strategica

Istituzioni Redazione DottNet | 20/01/2026 15:25

Via libera alla legge Ue su approvvigionamenti, scorte e principio “Buy European”

Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge sui medicinali critici, aprendo formalmente la fase di negoziato con i governi nazionali dell’Unione. Con 503 voti favorevoli, 57 contrari e 108 astensioni, l’Aula di Strasburgo ha dato un segnale politico netto: la sicurezza degli approvvigionamenti farmaceutici entra stabilmente nell’agenda strategica dell’Unione europea.

Il provvedimento, presentato dalla Commissione europea nel marzo dello scorso anno, nasce dall’esperienza delle carenze registrate durante la pandemia e negli anni successivi, quando l’Ue ha sperimentato in modo diretto la fragilità delle catene globali del valore, in particolare per farmaci essenziali come insulina, vaccini e terapie per le malattie croniche.

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Meno dipendenza da Paesi terzi, più produzione europea

L’obiettivo centrale della proposta è ridurre la dipendenza dell’Unione da forniture extraeuropee, rafforzando al contempo la competitività dell’industria farmaceutica interna. Non si tratta solo di una misura sanitaria, ma di una scelta di politica industriale e di sicurezza, che riconosce i medicinali critici come infrastruttura strategica al pari dell’energia o delle tecnologie digitali.

Nel testo approvato, l’Europarlamento chiede ai governi nazionali di destinare risorse prioritarie, già nell’attuale bilancio e soprattutto nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028–2034, a progetti strategici localizzati nell’Unione. Le imprese che beneficeranno di fondi pubblici saranno vincolate a garantire una priorità di fornitura al mercato europeo, introducendo un legame diretto tra finanziamento pubblico e sicurezza degli approvvigionamenti.

Il principio "Buy European" entra nel lessico sanitario

Uno degli elementi politicamente più rilevanti è l’introduzione esplicita del principio "Buy European" negli appalti per i medicinali critici. Gli eurodeputati chiedono che, nelle gare pubbliche, vengano applicati criteri che favoriscano i produttori che realizzano i farmaci all’interno dell’Unione, segnando un superamento della logica esclusivamente basata sul prezzo più basso.

In parallelo, il Parlamento ha abbassato da nove a cinque il numero minimo di Stati membri necessari per partecipare agli appalti congiunti transfrontalieri, rendendo lo strumento più agile e potenzialmente più utilizzabile, soprattutto in situazioni di emergenza.

Coordinamento delle scorte e risposta alle carenze

Il testo rafforza anche il tema del coordinamento delle scorte, chiedendo l’istituzione di un meccanismo europeo che metta in relazione le riserve nazionali e quelle di emergenza. L’obiettivo è evitare squilibri tra Paesi e risposte frammentate in caso di crisi, una delle principali criticità emerse negli ultimi anni.

Come ha sottolineato l’eurodeputato croato del Ppe Tomislav Sokol, relatore del provvedimento, le priorità sono chiare: coordinare le scorte, rafforzare la competitività dell’industria farmaceutica europea e garantire accessibilità e disponibilità dei medicinali per i pazienti.

Un passaggio chiave nella geopolitica sanitaria Ue

Con questo voto, l’Unione europea compie un passo ulteriore verso una forma di sovranità sanitaria che non si traduce in chiusura dei mercati, ma in riduzione delle vulnerabilità strategiche. La legge sui medicinali critici si inserisce in una più ampia ridefinizione delle politiche europee post-pandemia, dove salute pubblica, industria e autonomia strategica diventano parti dello stesso disegno.

Il negoziato con i governi nazionali dirà quanto questo impianto sarà effettivamente tradotto in norme vincolanti. Ma il segnale politico è già chiaro: l’accesso ai farmaci essenziali non è più solo una questione di mercato, bensì un tema centrale di politica sanitaria e geopolitica europea.

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