
Apre a Marlia un nuovo ambulatorio dedicato all’obesità infantile, promosso dall’Asl Toscana nord ovest.
Nasce a Marlia, nel comune di Capannori (Lucca), il primo ambulatorio dedicato all’obesità infantile. A diffondere la notizia l’Asl Toscana nord ovest. Come spiegato in una nota, secondo l’indagine Okkio alla salute condotta nel 2023 tra gli scolari delle classi terze primarie, in Toscana l’1,3% dei bambini presenta obesità grave, il 5,7% è obeso e il 17% è in sovrappeso.
Un bambino su quattro, in altre parole, ha un eccesso di peso. Per rispondere a questa tendenza, l’Asl, grazie alla partecipazione al progetto europeo Feast, che sostiene sistemi alimentari sani e sostenibili per l'individuo, la comunità e l'ambiente, ha dato il via nel 2024 al primo ambulatorio dedicato all'obesità infantile.
L’ambulatorio Asl di Marlia: accesso, équipe e risultati
L’ambulatorio, dopo 16 mesi di attività e circa 150 accessi in un anno, è ufficialmente diventato una struttura Asl. Qui lavorano una biologa nutrizionista, un medico e una psicologa.
Valeria Massei, responsabile Asl delle cure primarie per Piana di Lucca e Valle del Serchio, ha dichiarato: "L'ambulatorio è dedicato a bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni in sovrappeso o obesi, la sede è alla Casa della comunità di Marlia, nel comune di Capannori, e vi si accede con invio del proprio medico o pediatra. Accoglie pazienti della Piana di Lucca e della Valle del Serchio, e stiamo organizzando sedute specifiche anche nella Valle del Serchio, una volta ogni due mesi".
Francesca Milani, biologa nutrizionista, ha evidenziato: "La prima cosa che vogliamo insegnare è una corretta educazione alimentare coinvolgendo tutta la famiglia. Il coinvolgimento familiare è fondamentale perché le scelte alimentari devono essere mantenute nel tempo per ottenere risultati duraturi.
Saltare la colazione, per esempio, è una cattiva abitudine che poi squilibra i pasti per tutta la giornata. Essere consapevoli che una corretta colazione è fondamentale per l'alimentazione di chiunque, può aiutare tutta la famiglia a dedicare più tempo e cura a questo pasto".
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
L’obesità di mezza età è associata a declino cognitivo e demenza, ma il BMI da solo non descrive il rischio reale. La disfunzione metabolica e l’adiposità addominale emergono come fattori chiave, richiedendo una valutazione clinica più completa.
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