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Pharma italiano, le Fab13 crescono a doppia cifra nel 2024

Le 13 aziende storiche del pharma italiano crescono del 12% nel 2024, trainate dall’export (+16%) e dagli investimenti in R&S, cruciali contro le carenze di farmaci.
Aziende farmaceutiche

Il nucleo storico dell’industria farmaceutica italiana chiude il 2024 con risultati nettamente superiori alla media nazionale. Le Fab13, le tredici aziende farmaceutiche italiane a forte radicamento industriale, hanno registrato un +12% dei ricavi rispetto al 2023, con un’accelerazione ancora più marcata sul fronte estero.

I dati emergono dal Rapporto "FAB13 2025: le 13 aziende storiche del made in Italy farmaceutico" di Fondazione Edison, presentato alla Camera, e descrivono quanto tale segmento industriale risultai strategico non solo per l’economia, ma anche per la sicurezza dell’approvvigionamento dei farmaci.

Export in forte espansione, oltre la media del settore

Nel 2024 le esportazioni delle Fab13 sono cresciute del +16%, superando nettamente la dinamica dell’export farmaceutico complessivo italiano, fermo al +10%. La componente estera ha raggiunto quasi 54 miliardi di euro, portando l’incidenza delle Fab13 sull’export totale del pharma nazionale dal 10,9% del 2022 al 13,4% del 2024.

Un dato che contribuisce a spiegare il posizionamento dell’Italia come sesto esportatore mondiale di farmaci e, soprattutto, come terzo esportatore globale di farmaci confezionati, alle spalle di Germania e Svizzera e persino davanti agli Stati Uniti.

Mercato interno fermo, ma investimenti in crescita

A fronte di una domanda domestica cresciuta solo del +2%, le Fab13 hanno comunque continuato a investire. Gli investimenti complessivi - al netto di acquisizioni e licenze - sono aumentati del +21% rispetto al 2023. Ancora più marcata la crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo, saliti del +27% e pari a 1,4 miliardi di euro.

Un segnale indicativo di come l’innovazione s sposi, oggi, con una maggiore resilienza delle filiere, che possono quindi adattarsi maggiormente alle richieste di mercato. La capacità di incremento di produttività si coniuga anche con la necessità di poter agilmente fare fronte a una possibile carenza di farmaci essenziali, come accaduto in passato.

Occupazione e radicamento industriale

Nel 2024 gli occupati delle Fab13 sono cresciuti del +3% complessivo, con un aumento del +2% in Italia e del +4% all’estero. Le aziende del gruppo – da Alfasigma a Menarini, da Chiesi a Recordati – condividono un modello peculiare: forte internazionalizzazione, ma "cuore e cervello" ancora in Italia, con headquarter, governance e capacità decisionale radicate nei territori.

Un asset strategico anche per la sanità pubblica

Il dato economico si intreccia, come accennato, con una questione sanitaria centrale: la carenza di farmaci. Le Fab13 operano in segmenti produttivi (farmaci maturi, medicinali essenziali, biologici plasmaderivati, terapie croniche) che hanno mostrato, negli ultimi anni, una fragilità a livello globale.

La crescita del gruppo indica che una base industriale nazionale solida non è solo un vantaggio competitivo, ma un fattore di stabilità per il Servizio sanitario, soprattutto in una fase in cui l’Europa discute di autonomia strategica e sicurezza delle catene di approvvigionamento.

In questo senso, i numeri del 2024 non raccontano solo una buona annata industriale, ma delineano il profilo di un comparto che resta strutturale per l’economia e per la salute pubblica.

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