Canali Minisiti ECM

Incompatibilità dei medici, Anaao: abolirle non basta senza nuove regole

Sindacato Redazione DottNet | 19/01/2026 13:01

Di Silverio avverte sul rischio di deregulation. Servono tutele, flessibilità e confronto con i sindacati prima di modificare il rapporto di lavoro nel SSN.

Si è quindi aperto il dibattito sulla possibile abolizione delle incompatibilità per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale. E questo si arricchisce di una nuova presa di posizione. Dopo le aperture di alcune forze di maggioranza, arriva la risposta dell’Anaao Assomed, il sindacato dei medici e dei dirigenti sanitari che, pur aprendo al provvedimento, ritiene indispensabile un mutamento di cornice regolatoria.

La proposta in discussione, lo ricordiamo, è stata avanzata da Forza Italia e prevede l’eliminazione delle incompatibilità oggi previste per i medici dipendenti del SSN, consentendo loro di svolgere attività professionale anche al di fuori dell’orario di lavoro, in strutture pubbliche o private convenzionate, mantenendo l’indennità di esclusività.

pubblicità

Di Silverio: senza regole il rischio è la deregulation

Ebbene, secondo il segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, l’abolizione delle incompatibilità, da sola, non è sufficiente. "Non basta sancire l’abolizione delle incompatibilità del rapporto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari, ma occorre ridisegnare e riscrivere le regole, valutando pro e contro e garantendo tutele per i professionisti", afferma. In assenza di un intervento organico, avverte, "si rischia una deregulation".

La preoccupazione espressa dal sindacato riguarda essenzialmente la possibilità che una liberalizzazione non accompagnata da nuove regole finisca per incidere negativamente sull’equilibrio del sistema pubblico e sulle condizioni di lavoro dei medici.

Flessibilità, carriere e organizzazione del lavoro

Per Anaao Assomed, il tema delle incompatibilità è strettamente legato ad altre questioni irrisolte relative all’organizzazione del lavoro medico. "Per i medici ospedalieri e i dirigenti sanitari è prioritario affrontare il tema della flessibilità dell’intramoenia, delle carriere e della flessibilità dell’orario di lavoro, oggi inesistente", sottolinea Di Silverio.

A questi aspetti si aggiunge la richiesta di definire in modo chiaro il ruolo della cosiddetta dirigenza speciale, considerata un tassello fondamentale per rendere coerente qualsiasi riforma del rapporto di lavoro.

Apertura condizionata al confronto

Il sindacato non chiude alla riforma, ma pone condizioni precise. "Se questi punti saranno contenuti nel disegno di legge delega, allora sosterremo con forza il progetto di legge", afferma Di Silverio, ribadendo però la necessità di un confronto strutturato con le parti interessate. "Vogliamo un confronto con i sindacati e con tutti gli attori coinvolti. Su questa strada Anaao Assomed sarà disponibile, come sempre, nella salvaguardia della professione e del professionista".

La posizione di Anaao si inserisce così nel quadro più ampio delle reazioni alla proposta sulle incompatibilità, contribuendo a delineare un confronto che non riguarda solo l’ampliamento dell’offerta sanitaria, ma anche l’equilibrio tra flessibilità, tutele e regole nel lavoro medico all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Commenti

I Correlati

La Corte dei conti segnala una crescita della spesa sanitaria privata e persistenti diseguaglianze territoriali. Le Regioni in piano di rientro restano in difficoltà sull’erogazione dei LEA.

Mangiacavalli e Bottega: carenze di personale, stipendi bassi e soluzioni temporanee mettono a rischio qualità e sicurezza dell’assistenza.

Il presidente Gimbe interviene a Termoli al convegno “Il Grande Malato”: pronto soccorso, liste d’attesa e carenza di medici sono i sintomi di un SSN definanziato.

Slitta in Conferenza Stato-Regioni l’approvazione dell’Acn della specialistica ambulatoriale. Sumai parla di grave segnale istituzionale e minaccia mobilitazione.

Ti potrebbero interessare

Cgil, Cisl e Uil: "Sono 200mila, è un comparto strategico"

"I medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri le professioni sanitarie ex legge 43/2006, vogliono risposte, vogliono tornare ad essere il fulcro delle cure, vogliono continuare a curare, ma in sicurezza”

Testa: “Serve uno straordinario investimento nel territorio prima che della medicina di famiglia rimangano solo le ceneri.”

Leonida Iannantuoni Presidente di ASSIMEFAC; al paziente va dedicato più tempo

Ultime News

Più letti