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Farmacista clinico, nasce Care Network: verso nuovi equilibri nel team di cura

Farmacia Redazione DottNet | 17/03/2026 10:29

Avviato un network multidisciplinare per sviluppare il ruolo del farmacista clinico nel SSN. Il progetto si inserisce nel dibattito sulla ridefinizione delle competenze tra professioni sanitarie.

Nasce in Italia un network dedicato allo sviluppo della figura del farmacista clinico, con l’obiettivo di favorirne il riconoscimento istituzionale e operativo all’interno del Servizio sanitario nazionale. L’iniziativa, denominata Care Network – Il farmacista clinico. Valore per il SSN, è promossa da Anna Marra, direttore del Dipartimento farmaceutico delle Aziende sanitarie di Ferrara e segretario regionale della SIFO Emilia-Romagna.

Il farmacista clinico rappresenta una figura ancora poco strutturata nel nostro Paese, ma già consolidata in altri contesti internazionali.

"Lavora a stretto contatto con medici e infermieri nelle unità operative, integrando le proprie competenze sui farmaci e sui dispositivi medici con quelle delle altre figure professionali", spiega Marra. "L’obiettivo è individuare la terapia più appropriata in base alle condizioni del singolo paziente, spostando l’attenzione dalla conoscenza del farmaco al suo utilizzo concreto e personalizzato".

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Il modello del farmacista clinico e il progetto Care Network

Il progetto nasce con l’intento di costruire una comunità professionale multidisciplinare e definire un modello condiviso di inserimento del farmacista clinico nei diversi contesti assistenziali. "È necessario che la declinazione nazionale di un modello già consolidato a livello internazionale sia condivisa con tutti i componenti del team di cura", sottolinea Marra, evidenziando il coinvolgimento di farmacisti, specialisti e medici di medicina generale.

Il Care Network ha già definito un piano operativo per il 2026, con la costituzione di gruppi di lavoro dedicati a diversi setting assistenziali, tra cui la revisione della terapia farmacologica, la terapia intensiva e la chirurgia. "Stiamo lavorando alla definizione di indicatori di processo e di esito capaci di misurare l’efficacia dell’intervento del farmacista clinico nei diversi contesti", precisa Marra.

Nuovi ruoli e possibili sovrapposizioni nel team di cura

Accanto agli obiettivi di sviluppo della figura, il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulla ridefinizione delle competenze tra professioni sanitarie. Negli ultimi anni, anche alla luce della carenza di personale e dell’aumento della domanda di assistenza, il Servizio sanitario nazionale ha avviato un processo di evoluzione verso modelli più integrati e multidisciplinari.

In questo contesto, l’introduzione o il rafforzamento di nuove figure professionali pone inevitabilmente il tema del coordinamento e della responsabilità clinica, soprattutto nei percorsi ad alta complessità. Il rischio, segnalato da diverse componenti della professione medica anche in altri ambiti recenti, è quello di una possibile sovrapposizione di ruoli che richiede una chiara definizione delle competenze e delle responsabilità.

L’obiettivo dichiarato del progetto resta quello di favorire un’integrazione coerente della figura del farmacista clinico nei modelli organizzativi del SSN. "L’obiettivo finale è giungere al riconoscimento, dal punto di vista istituzionale, della figura del farmacista clinico a livello nazionale", conclude Marra.

I risultati dei gruppi di lavoro saranno presentati in un convegno nazionale in programma a Ferrara il 24 e 25 settembre 2026.

Il tema del riconoscimento istituzionale e degli equilibri professionali

Accanto agli obiettivi operativi del progetto, il tema centrale resta quello del riconoscimento istituzionale della figura del farmacista clinico all’interno del Servizio sanitario nazionale. Un passaggio che non è solo formale, ma implica una ridefinizione degli equilibri tra le diverse professioni sanitarie.

Il riconoscimento istituzionale della figura del farmacista clinico a livello nazionale da un lato risponde alla crescente complessità dei percorsi di cura e alla necessità di modelli sempre più integrati, dall’altro pone il tema della delimitazione delle competenze e della responsabilità clinica.

Negli ultimi tempi, anche in relazione ad altri ambiti di evoluzione delle professioni sanitarie, non sono mancate prese di posizione critiche da parte della componente medica, preoccupata per possibili sovrapposizioni di ruoli e per una frammentazione dei percorsi assistenziali.

In questo scenario, la sfida sarà proprio quella di integrare nuove competenze senza indebolire la chiarezza delle responsabilità cliniche e la coerenza del percorso di cura.

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