Canali Minisiti ECM

EMA: non è stata individuata alcuna prova di un legame tra paracetamolo e autismo in gravidanza

Farmaci Redazione DottNet | 21/01/2026 15:19

L’EMA conferma che non esistono prove di un legame tra l’uso del paracetamolo e il rischio di autismo in gravidanza.

La European Medicines Agency (EMA) ha chiarito in una nota che le indicazioni all’uso del paracetamolo durante la gravidanza nell’Unione Europea restano invariate.

L’intervento è avvenuto in occasione del dibattito aperto a settembre 2025 dal presidente statunitense Donald Trump, che ha associato l'utilizzo di questo comune antipiretico e antidolorifico a un aumento del rischio di autismo nel nascituro.

pubblicità

In occasione di una recente revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su The Lancet Obstetrics, Gynecology, & Women's Health, è stato possibile ritornare sull’argomento.

Come evidenziato nella nota: "Lo studio non ha trovato prove che l'uso di paracetamolo alle dosi raccomandate durante la gravidanza aumenti il rischio di disturbo dello spettro autistico, ADHD o disabilità intellettiva nei bambini".

In conclusione, come aggiunge l’agenzia: "I dati fino ad ora raccolti supportano le prove e i consigli esistenti che l’EMA ha emesso sull’uso del paracetamolo durante la gravidanza".

Commenti

Rispondi

I Correlati

Scoperte varianti genetiche materne che aumentano il rischio di aborto spontaneo: lo studio analizza oltre 139 embrioni.

Un’ampia ricerca internazionale rassicura le future mamme: i trattamenti contro il reflusso non compromettono la salute dei figli.

La psoriasi nella donna in età fertile richiede una gestione multidisciplinare che consideri fertilità, gravidanza e sicurezza nelle terapie.

Ti potrebbero interessare

Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.

Egualia avverte: senza misure sui farmaci off-patent cresce il rischio carenze. Costi in aumento e prezzi rigidi mettono sotto pressione il sistema.

Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.

Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.

Ultime News

Più letti