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Hiv, Aids e infezioni sessualmente trasmissibili: cosa prevede la nuova legge adottata come testo base

Ok della Commissione Affari Sociali al ddl D’Attis, ora l’esame in Aula
Medlex

La Commissione Affari Sociali della Camera ha adottato all’unanimità come testo base la proposta di legge sul contrasto all’Hiv, all’Aids, all’Hpv e alle altre infezioni sessualmente trasmissibili, depositata dal deputato di Forza Italia Mauro D’Attis. Il provvedimento sarà esaminato nelle prossime settimane dalla Commissione stessa, con l’obiettivo di approdare in Aula entro fine febbraio.

"La Commissione Affari Sociali ha appena approvato all’unanimità il testo base che ho depositato come relatore", ha dichiarato D’Attis, sottolineando che "si tratta di una legge molto attesa, su cui il mio impegno non è mai venuto meno".

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Dall’emergenza alla cronicità: cambia l’impianto della legge

Il testo base aggiorna in modo organico la legge 135 del 1990, nata in una fase emergenziale dell’epidemia di Aids e oggi considerata non più adeguata a descrivere una realtà clinica e sociale che ha subito un’evoluzione ai limiti del rivoluzionario. L’impianto della proposta supera quindi l’approccio esclusivamente emergenziale e riconosce Hiv e Aids come condizioni croniche gestibili, grazie ai progressi diagnostici e terapeutici.

In questa prospettiva, la legge sposta l’attenzione dalla sola gestione del contagio alla presa in carico continuativa della persona, includendo la qualità della vita, l’invecchiamento con Hiv, la gestione delle comorbidità e la riduzione delle diagnosi tardive, che restano uno dei principali nodi critici di sanità pubblica.

Prevenzione, diagnosi precoce e contrasto allo stigma

Un asse centrale del ddl riguarda il rafforzamento delle politiche di prevenzione e diagnosi precoce. Il testo promuove informazione, educazione sanitaria e accesso facilitato ai test, affiancando agli strumenti clinici interventi mirati sul piano sociale e culturale.

La proposta interviene in modo esplicito anche sul contrasto allo stigma e alle discriminazioni, con particolare attenzione ai contesti lavorativi, scolastici e sportivi. La tutela della riservatezza e della dignità delle persone con Hiv viene riaffermata come principio cardine dell’intero impianto normativo.

Hpv e altre ITS entrano nel perimetro normativo

Rispetto alla normativa del 1990, la nuova proposta amplia il campo di applicazione includendo esplicitamente l’Hpv e le altre infezioni sessualmente trasmissibili. L’obiettivo è adottare un approccio integrato, coerente con l’evoluzione epidemiologica e con le più recenti strategie di sanità pubblica.

In questo quadro rientrano il raccordo con i programmi di screening, il ruolo della vaccinazione e una maggiore integrazione tra prevenzione, assistenza territoriale e cure specialistiche.

Organizzazione dei servizi e ruolo del territorio

Il testo base punta inoltre a rafforzare la rete dei servizi, promuovendo una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. La presa in carico viene concepita quindi come un percorso continuo, che coinvolge medicina territoriale, servizi sociali e assistenza domiciliare, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze regionali ancora presenti nell’accesso alle cure.

D’Attis ha espresso l’auspicio che l’iter parlamentare proceda rapidamente: "Mi auguro che, con il lavoro di collaborazione di tutti i gruppi politici, si possa arrivare entro l’anno all’approvazione finale e definitiva di una nuova legge così tanto attesa".

Una legge che riflette i progressi della clinica

L’adozione all’unanimità del testo base segnala una convergenza politica che riflette anche i progressi della clinica e della diagnostica. Oggi l’Hiv non è più sinonimo di malattia incompatibile con una vita lavorativa e sociale piena, ma una condizione con cui è possibile convivere con una aspettativa di vita sovrapponibile a quella delle persone mai entrate in contatto con il virus.

Non a caso, ha spiegato D’Attis, il lavoro parlamentare proseguirà "in stretto contatto con il ministro della Salute Orazio Schillaci e con il viceministro Marcello Gemmato", con l’obiettivo di allineare il quadro normativo alle evidenze scientifiche e ai bisogni reali delle persone.

Medlex
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