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Caregiver, CoorDown: il ddl va migliorato in Parlamento

Il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down resta vigile sul disegno di legge approvato dal Cdm. Preoccupano criteri di accesso ritenuti troppo restrittivi.
Associazioni

Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri dello schema di disegno di legge sui caregiver familiari, avvenuta il 12 gennaio su proposta della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, arriva una presa di posizione critica da parte di CoorDown, il Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down.

L’organizzazione parla di una posizione di "attenta vigilanza e prudenza", accompagnata da "preoccupazioni sui contenuti che stanno emergendo". Nel riconoscere positivamente il segnale di attenzione che la politica esprime nei confronti dei caregiver familiari, CoorDown sottolinea come, a oggi, manchi un testo ufficiale depositato che consenta un’analisi puntuale del provvedimento.

Prudenza sulle aspettative delle famiglie

Secondo il Coordinamento, le valutazioni disponibili si basano per ora su dichiarazioni a mezzo stampa, slide e comunicazioni sui social. Un contesto che se da un lato riaccende le legittime speranze di molte famiglie, dall’altro rischia di generare aspettative difficilmente conciliabili con la complessità dell’iter parlamentare e con i contenuti effettivi del disegno di legge.

Per questo CoorDown chiede di evitare torni eccessivamente trionfalistici "per rispetto di chi attende da decenni", anche in virtù di una novità complessa da normare.

I criteri di accesso suscitano perplessità

La principale fonte di preoccupazione riguarda i criteri ipotizzati per l’accesso al sostegno economico. In particolare, CoorDown cita soglie considerate molto restrittive, come un ISEE inferiore ai 15.000 euro, un reddito personale minimo, la convivenza con la persona assistita e un impegno di cura pari a 91 ore settimanali.

Secondo l’associazione, se questi parametri fossero confermati le misure risulterebbero accessibili a una platea estremamente ristretta, limitando in modo significativo l’impatto reale del provvedimento. Il rischio segnalato è che il riconoscimento formale della figura resti tale, senza diventare poi un sostegno concreto per la maggior parte delle famiglie coinvolte.

"Non deludiamo chi aspetta da troppo tempo"

A ribadire la posizione del Coordinamento è la presidente Martina Fuga, che ricorda la lunga attesa delle famiglie italiane. "Aspettano questa legge da troppo tempo per potersi accontentare di misure parziali o difficilmente accessibili", afferma.

Fuga giudica positivo il riconoscimento formale della figura del caregiver familiare, definendolo un passo nella giusta direzione. Tuttavia questo passaggio può avere un impatto reale sulla vita delle persone solo se dotato di strumenti concreti, servizi diffusi sul territorio e tutele previdenziali certe.

Il passaggio parlamentare sarà lo snodo decisivo

La posizione di CoorDown sposta quindi l’attenzione sul passaggio parlamentare come fase decisiva per correggere e rafforzare il testo. L’appello è chiaro: migliorare il disegno di legge affinché non resti un intervento simbolico o limitato a pochi, ma diventi una risposta effettiva ai bisogni di una platea ampia e diversificata di caregiver familiari.

In gioco, secondo il Coordinamento, non c’è solo il riconoscimento di un ruolo, ma la credibilità di una riforma attesa da anni e la capacità delle istituzioni di non deludere chi, da troppo tempo, supplisce alle carenze del sistema di assistenza.

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