Canali Minisiti ECM

Angioedema ereditario, arriva in Europa la prima profilassi a bersaglio RNA

Farmaci Redazione DottNet | 21/01/2026 17:11

Riduzione fino all’81% degli attacchi nello studio OASIS-HAE. Nuova opzione preventiva per l’HAE, con meno somministrazioni e focus sul controllo a lungo termine.

L’Unione europea ha autorizzato una nuova opzione di profilassi a lungo termine per la prevenzione degli attacchi di angioedema ereditario (HAE), una malattia genetica rara, cronica e potenzialmente letale. Si tratta della prima terapia profilattica mirata all’RNA approvata in Europa per questa indicazione, destinata a pazienti adulti e adolescenti a partire dai 12 anni.

La decisione della Commissione Europea fa seguito al parere positivo del CHMP espresso nel novembre 2025 e si applica ai 27 Stati membri dell’UE, oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

pubblicità

Una malattia rara, imprevedibile e ad alto impatto sulla qualità di vita

L’angioedema ereditario caratterizza per episodi ricorrenti e imprevedibili di edema sottocutaneo e sottomucoso, che possono interessare arti, volto, apparato gastrointestinale, genitali e vie aeree superiori. Proprio il coinvolgimento laringeo rappresenta l’aspetto più temibile, per il rischio di ostruzione respiratoria.

Circa la metà dei pazienti manifesta i primi sintomi entro i 10 anni di età e la maggior parte entro i 18. Alla dimensione clinica si affianca un carico psicologico rilevante: ansia e depressione sono frequenti, alimentate dall’imprevedibilità degli attacchi, dalla loro gravità e dall’impatto sulla vita quotidiana, scolastica e lavorativa.

In Europa si stimano circa 15.000 persone affette da HAE, prevalentemente nelle forme di tipo 1 e 2, legate a carenza o disfunzione dell’inibitore della C1-esterasi e alla conseguente iperattivazione del sistema callicreina-chinina con eccesso di bradichinina.

La strategia: intervenire a monte sulla cascata patogenetica

La nuova terapia agisce attraverso un meccanismo di interferenza sull’RNA, riducendo a livello del fegato la sintesi della precallicreina, ovvero dell’enzima che ha un ruolo chiave nell’attivazione dei mediatori responsabili dell’edema.

L’obiettivo non è quindi il trattamento dell’attacco acuto, quanto la prevenzione a lungo termine, intervenendo a monte del processo e riducendo in modo stabile la frequenza degli episodi. Un approccio che si inserisce nel percorso evolutivo della gestione dell’HAE, sempre più orientato a strategie profilattiche personalizzate e sostenibili nel tempo.

I dati clinici: studio OASIS-HAE di fase 3

L’autorizzazione europea si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 OASIS-HAE, randomizzato, multicentrico, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto su 90 pazienti con HAE di tipo 1 o 2.

Il dosaggio di 80 mg ogni quattro settimane ha determinato una riduzione dell’81% del tasso di attacchi rispetto al placebo nell’arco di 24 settimane, centrando l’obiettivo primario dello studio. Anche il regime di somministrazione ogni otto settimane ha comunque mostrato una riduzione significativa, pari al 55%.

Dal punto di vista clinico-funzionale, alla settimana 24 di trattamento il 91% dei pazienti trattati ogni quattro settimane presentava una malattia ben controllata, contro il 41% nel gruppo placebo, secondo l’Angioedema Control Test. Parallelamente è stato osservato un miglioramento rilevante della qualità di vita, con una riduzione del disagio di quasi 25 punti nel punteggio complessivo dell’Angioedema Quality-of-Life Questionnaire.

Sicurezza e peso terapeutico

Il profilo di sicurezza osservato nello studio è risultato complessivamente favorevole, senza segnalazione di eventi avversi gravi correlati al trattamento. Vi sono ovviamente effetti indesiderati e i più frequenti sono però risultati sovrapponibili a quelli tipici delle profilassi sottocutanee. Si tratta di reazioni nel sito di iniezione, aumenti transitori degli enzimi epatici e reazioni di ipersensibilità. Con un caso di anafilassi.

Un elemento rilevante, soprattutto in ottica di aderenza e qualità di vita, è la riduzione del numero di somministrazioni rispetto ad alcune strategie profilattiche attualmente in uso, con un potenziale alleggerimento del peso terapeutico per pazienti spesso giovani e attivi.

Un passo avanti nel panorama delle opzioni preventive

L’introduzione di una profilassi a bersaglio RNA amplia il ventaglio di possibilità per la prevenzione degli attacchi di HAE, offrendo un’alternativa sia ai pazienti precedentemente gestiti solo con terapia on demand, sia a coloro che non hanno ottenuto un controllo soddisfacente con precedenti strategie profilattiche o che ne hanno sperimentato limiti di tollerabilità.

In un contesto di malattia rara, complessa e fortemente impattante, la disponibilità di nuovi strumenti terapeutici mirati contribuisce a rendere sempre più concreto l’obiettivo di una gestione personalizzata e continuativa dell’angioedema ereditario.

Commenti

I Correlati

Consentirebbe migliore continuità delle cure, prevenzione delle complicanze e riduzione dei costi per il Ssn.

Si insedia al Ministero della Salute il Tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale. Obiettivo: rafforzare la prevenzione e coordinare le politiche contro le malattie croniche.

Lihabue: "Ci stiamo indirizzando sempre di più verso una medicina di precisione, dove il centro del nostro interesse è il singolo paziente"

Verrà realizzato un nuovo grande database sull’impiego della radioterapia con fotoni e con particelle nei pazienti tra i 15 e i 39 anni. Obiettivo: indagare i risultati clinici della terapia radiante

Ti potrebbero interessare

Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi

Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi

Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project

La dose giornaliera del farmaco contro il diabete ha preservato la cognizione e ritardato il declino di alcuni tessuti

Ultime News

Più letti