
L’emicrania è una delle principali cause di disabilità al mondo. Le nuove terapie preventive stanno cambiando la gestione clinica e l’impatto socio-economico.
L’emicrania è la seconda causa di disabilità nel mondo e prima tra le giovani donne ma non solo, anche i bambini e gli adolescenti ne soffrono.
Per questo motivo è attualmente una delle maggiori sfide globali di salute nonché una patologia neurologica complessa e spesso sottovalutata.Molto spesso è associata ad un semplice mal di testa.
Impatto sulla qualità di vita: la profilassi come scelta vantaggiosa
Al contrario, l’emicrania incide in modo significativo sulla qualità della vita, sulla partecipazione lavorativa e sulle relazioni sociali. L’emicrania ha infatti un forte impatto economico, soprattutto per i costi indiretti legati alla perdita di produttività sociale.
Per questo motivo la profilassi, ovvero una terapia farmacologica preventiva, è spesso vantaggiosa perché riduce la frequenza degli attacchi e quindi i costi diretti più pesanti.
La svolta terapeutica: gli anticorpi monoclonali anti-CGRP
La svolta decisiva nel trattamento dell’emicrania è stata l'introduzione degli anticorpi monoclonali anti-CGRP: queste nuove opzioni terapeutiche, altamente sicure e tollerabili hanno aperto nuovi scenari nella profilassi dell'emicrania permettendo ai pazienti una riduzione sostanziale del peso della malattia e un maggiore benessere in ambito personale, familiare, lavorativo e sociale.
Questo tema è stato ampiamente discusso all’evento scientifico "Give Me Five - A Journey Over Five Years", sponsorizzato da Teva Italia che si è tenuto a Napoli e che ha visto la partecipazione di oltre 80 medici neurologi, rappresentanti di società scientifiche e associazioni di pazienti.
L’obiettivo è quello di poter aprire un dibattito riflessivo sui progressi raggiunti e sulle sfide ancora aperte nel trattamento dell'emicrania. Tra queste: i progressi terapeutici, le liste d’attesa, la tempestività della diagnosi e l’accesso alle cure.
Il ruolo dei caregiver e la partecipazione di Teva Italia
Focus specifico ha riguardato la figura del caregiver che condivide con il paziente emicranico il carico della malattia e le difficoltà del percorso di cura. Qui si colloca lo studio MI-DEAR, attualmente in corso, focalizzato sulla valutazione dell’impatto in termini di burden assistenziale, qualità di vita e benessere psicologico del caregiver.
In questo scenario si colloca l’impegno e la partecipazione di Teva Italia nel promuovere ricerca clinica, dialogo con comunità scientifiche, istituzioni e associazioni di pazienti con l’obiettivo di sensibilizzare e supportare i pazienti e i caregiver.
Fremanezumab è l’anticorpo che potrebbe dimezzare gli attacchi di emicrania nei bambini e negli adolescenti.
Una nuova terapia con anticorpi monoclonali permette di ridurre fino al 50% gli attacchi di emicrania nei bambini.
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