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Emicrania nei giovani: ne soffre un bambino o un ragazzo su 10

Pediatria Redazione DottNet | 23/01/2026 15:05

Fremanezumab è l’anticorpo che potrebbe dimezzare gli attacchi di emicrania nei bambini e negli adolescenti.

L’emicrania è un disturbo neurologico presente nell'infanzia e nell'adolescenza. La sua diffusione aumenta notevolmente durante l’adolescenza fino a raggiungere percentuali del 28% nelle femmine e del 15% nei maschi dopo l’età adolescenziale.

Sono migliaia i giovani che vivono di frequenti attacchi di emicrania, quest’ultima ha un impatto notevole sulla qualità della vita e, in molti casi, è una malattia invalidante che mette a rischio le relazioni sociali e il rendimento scolastico.

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Il nesso tra emicrania e disturbi depressivi nei bambini e negli adolescenti

Secondo uno studio apparso su Jama Pediatrics, i bambini e gli adolescenti che soffrono di emicrania, tendono a sviluppare molteplici disturbi depressivi. Per questo motivo è fondamentale disporre un farmaco in grado di rallentare gli attacchi legati all’emicrania.

Fremanezumab, è un anticorpo monoclonale diretto contro il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP). La terapia è stata approvata lo scorso agosto dalla Food and Drug Administration statunitense per l’indicazione pediatrica, prima terapia anti-CGRP autorizzata per la prevenzione dell'emicrania sia negli adulti che nei bambini. È attualmente in corso l’iter di valutazione per l’approvazione anche in Europa.

Piero Barbanti, direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’Irccs e ordinario di Neurologia all’Università San Raffaele, ha sottolineato: "Il San Raffaele è stato il primo centro reclutatore a livello mondiale, confermando così il ruolo di primo piano della ricerca clinica italiana nello scenario internazionale.

Poter trattare l’emicrania nei bambini e negli adolescenti con un farmaco così efficace e sicuro significa offrire finalmente una cura pensata davvero per loro con la possibilità di intervenire precocemente, intercettare la malattia sul nascere e ridurre drasticamente il rischio che diventi cronica nell’età adulta".

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