
L’Europa investe 20,4 milioni nei Proof of Concept dell’ERC per avvicinare la ricerca alle applicazioni. L’Italia guida la classifica per numero di progetti ospitati, molti con ricadute sanitarie.
L’Unione europea rafforza il sostegno alla ricerca applicata con un nuovo finanziamento da 20,4 milioni di euro destinato ai Proof of Concept Grant del Consiglio Europeo per la Ricerca. Le sovvenzioni, pari a 150mila euro ciascuna, finanziano 136 progetti che puntano a trasformare risultati scientifici già consolidati in applicazioni pratiche, tecnologiche o sociali.
In questa tornata l’Italia si colloca al primo posto per numero di progetti ospitati, con 24 iniziative finanziate, seguita da Germania (23) e Spagna (19). Se si considera però l’insieme dei Proof of Concept assegnati nel corso del 2025, il nostro Paese scende al terzo posto con 33 progetti complessivi, preceduto da Germania e Spagna. Un dato che restituisce una fotografia articolata della capacità di intercettare fondi europei per l’innovazione.
Dalla ricerca di base all’applicazione
I Proof of Concept rappresentano una fase intermedia strategica: non finanziano nuova ricerca di base, ma aiutano a verificare la fattibilità applicativa dei risultati già ottenuti con i grant ERC. "Le scoperte che emergono dalla ricerca finanziata dall’ERC costituiscono il fondamento dei futuri ecosistemi di innovazione dell’Europa", ha dichiarato la commissaria europea per startup, ricerca e innovazione Ekaterina Zaharieva.
Anche la presidente dell’ERC, Maria Leptin, ha sottolineato come queste sovvenzioni consentano ai ricercatori di esplorare il potenziale sociale o commerciale delle loro scoperte, ponendo le basi per innovazioni future.
Progetti e ricadute in ambito sanitario
Una quota rilevante dei progetti finanziati presenta possibili ricadute in ambito medico e sanitario. Tra gli esempi citati figurano microrobot autonomi progettati per muoversi nel corpo umano e colpire selettivamente i tumori, pillole intelligenti realizzate con materiali edibili per monitorare il tratto gastrointestinale, sistemi di biostampa 3D per valutare la tossicità dei farmaci in gravidanza e nuove applicazioni diagnostiche basate su intelligenza artificiale.
In Italia la classifica è guidata dall’Istituto Italiano di Tecnologia, con cinque progetti finanziati, seguita da Politecnico di Milano e Università La Sapienza di Roma. Coinvolte anche numerose altre università e istituti di eccellenza, a conferma di una distribuzione ampia delle competenze.
Un segnale di politica della ricerca
Nel loro insieme, i finanziamenti ERC confermano l’orientamento europeo a sostenere il passaggio dalla conoscenza scientifica all’innovazione concreta. Un percorso che, soprattutto in ambito sanitario, può incidere sullo sviluppo di nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche, pur restando legato alla capacità dei sistemi nazionali di accompagnare queste sperimentazioni verso una reale implementazione clinica e industriale.
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