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Melanoma, via libera del Senato al ddl: consenso informato obbligatorio per i tatuaggi

Dermatologia Redazione DottNet | 28/01/2026 10:44

Approvata una Giornata nazionale per la prevenzione e nuove campagne informative. Il provvedimento torna ora alla Camera per il via libera definitivo

Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla prevenzione del melanoma, introducendo tra le principali novità l’obbligo di consenso informato per l’esecuzione dei tatuaggi. Il provvedimento, già licenziato dalla Camera e successivamente modificato in Commissione Sanità, torna ora all’esame di Montecitorio per l’approvazione definitiva.

Prevenzione del melanoma, una risposta a un tumore in crescita

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Il testo nasce con l’obiettivo di rafforzare le politiche di prevenzione di uno dei tumori cutanei più aggressivi e in costante aumento. In Italia si stimano ogni anno tra i 12 e i 15 mila nuovi casi di melanoma, con un’incidenza in crescita soprattutto nelle fasce di popolazione più esposte ai fattori di rischio.

Accanto all’istituzione di una Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, fissata il primo sabato di maggio – o il secondo in caso di coincidenza con la festività del 1° maggio – il ddl introduce misure di informazione strutturata rivolte alla popolazione.

Tatuaggi e rischio diagnostico, arriva il consenso informato obbligatorio

Uno dei passaggi più rilevanti del provvedimento riguarda il mondo dei tatuaggi. L’articolo 3 del disegno di legge, inserito durante l’esame in Commissione Sanità, stabilisce l’obbligo di consenso informato per chi si sottopone a un tatuaggio, con l’obiettivo di garantire che il cliente sia pienamente consapevole dei rischi per la salute e delle procedure adottate.

I tatuatori dovranno fornire un’informativa scritta sugli effetti derivanti dall’esecuzione e dalla rimozione dei tatuaggi. L’informativa sarà sottoscritta dal cliente e conservata dall’esercente, così da poter essere resa disponibile alle autorità di vigilanza.

Le linee guida del Ministero e la tutela dei professionisti

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti del ministro della Salute definiranno contenuti, modalità e tempi di conservazione della documentazione, oltre alle linee guida operative per il settore. Una scelta che mira anche a tutelare i professionisti del tatuaggio, oltre che i cittadini.

Dal punto di vista clinico, il messaggio dei dermatologi è chiaro: i nei non dovrebbero mai essere tatuati e andrebbe mantenuta una distanza di almeno un centimetro. L’inchiostro nero, in particolare, può nascondere completamente eventuali lesioni, ma anche gli altri colori possono alterare la lettura delle mutazioni cutanee, ritardando la diagnosi.

Scuole, territori e screening mirati per i soggetti a rischio

Il disegno di legge prevede campagne di informazione promosse dal ministero della Salute e dal ministero dell’Istruzione, con un’attenzione specifica al contesto scolastico. L’obiettivo è diffondere buone pratiche di prevenzione primaria, come l’autoesame della cute, e ridurre l’esposizione ai principali fattori di rischio.

Regioni e aziende sanitarie potranno inoltre promuovere iniziative di screening mirate, in collaborazione con medici di comunità, medici di medicina generale e farmacie, anche attraverso strumenti di telemedicina, concentrandosi sulle categorie più esposte.

Ascierto: "La prevenzione deve diventare strutturale"

Il ddl rappresenta "un buon inizio", secondo Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli. "La prevenzione del melanoma non può fermarsi a una giornata simbolica: deve diventare una pratica continuativa e parte integrante delle politiche di sanità pubblica".

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