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Riforma del SSN, Cittadinanzattiva al ministro: “Così si rischia di acuire le disuguaglianze”

Sanità pubblica Redazione DottNet | 05/02/2026 12:17

Criticità di merito e di metodo nella lettera indirizzata a Schillaci sulla legge delega.

Cittadinanzattiva esprime "forti preoccupazioni" sullo schema di disegno di legge delega per la riforma del Servizio sanitario nazionale, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, e lo fa attraverso una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute, Orazio Schillaci. I rilievi riguardano sia il contenuto della proposta, sia il percorso con cui è stata costruita.

"Rafforzare solo ciò che funziona rischia di ampliare i divari"

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Nel merito, Cittadinanzattiva segnala una riforma che appare fortemente sbilanciata sulla centralità degli ospedali, con un’attenzione particolare alle strutture che già oggi rappresentano un’eccellenza. Un’impostazione che, secondo l’associazione, rischia di produrre un effetto regressivo sul piano dell’equità.

"Rafforzare ulteriormente ciò che già funziona, senza un piano chiaro e vincolante per sostenere con interventi mirati le strutture in maggiore difficoltà, rischia di ampliare le disuguaglianze, piuttosto che ridurle", scrive Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. "I divari si colmano investendo prioritariamente negli ospedali e nei servizi dei territori più fragili, assicurando standard di qualità, sicurezza, dotazioni e personale adeguati".

"Cronicità e non autosufficienza restano senza risposte chiare"

Altre criticità sono rilevate guardando la capacità del disegno di legge di misurarsi con le grandi trasformazioni demografiche e assistenziali in atto. Secondo l’associazione, il testo non affronta in modo sufficientemente esplicito l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e la crescita della non autosufficienza.

Il rischio, si legge nella lettera, è che "le grandi sfide del nostro tempo restino sullo sfondo", senza una visione chiara di come la riforma intenda rispondere a bisogni socio-sanitari sempre più complessi. In questo quadro, resta poco definito anche il collegamento tra la riforma della rete ospedaliera e quella dell’assistenza territoriale.

"Una riforma costruita senza un confronto reale"

Accanto alle criticità di merito, Cittadinanzattiva esprime forte preoccupazione per il metodo seguito nella costruzione della proposta. Il testo sarebbe stato elaborato in modo "inaspettato e improvviso", senza una preventiva e strutturata condivisione con gli attori sociali, le organizzazioni di cittadini e pazienti e gli stessi professionisti sanitari.

"Riformare un pilastro del welfare come il Servizio sanitario nazionale senza un confronto aperto e partecipato rischia di indebolire la legittimità e l’efficacia stessa dell’intervento", sottolinea Mandorino, avvertendo che un approccio di questo tipo "alimenta la diffidenza crescente che allontana i cittadini dalle istituzioni".

"Deleghe senza criteri direttivi sufficientemente definiti"

Un ulteriore rilievo riguarda l’impianto stesso della legge delega. Secondo Cittadinanzattiva, il testo appare "privo di un perimetro ben definito di criteri e princìpi direttivi", tali da orientare in modo chiaro sia il dibattito parlamentare sia la successiva fase di attuazione.

L’assenza di indicazioni stringenti, viene evidenziato, rischia di compromettere la coerenza complessiva della riforma nella fase dei decreti legislativi.

"Serve un coinvolgimento formale e sostanziale"

Da qui l’appello finale al Governo e al Parlamento affinché il percorso di riforma preveda una fase di coinvolgimento "ampia, strutturata e reale". Una partecipazione che, precisa l’associazione, non dovrebbe essere "meramente consultiva", ma incidere concretamente sia durante l’iter parlamentare sia nella definizione dei decreti attuativi.

L’obiettivo, conclude Cittadinanzattiva, è valorizzare "il punto di osservazione unico dei cittadini, dei pazienti e delle persone con fragilità", per ridurre la distanza tra i principi fondanti del SSN e la loro effettiva attuazione.

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