
Via libera in Conferenza Stato-Regioni, ma con la richiesta di un maggiore coinvolgimento nell’attuazione.
Le Regioni hanno espresso parere favorevole al disegno di legge delega del Governo in materia di professioni sanitarie e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. Il via libera è arrivato nel corso della Conferenza Stato-Regioni, ma accompagnato da rilievi sul metodo e sulla fase attuativa della riforma.
A darne notizia è la Conferenza delle Regioni, che in una nota sottolinea come il parere favorevole sia stato espresso "pur evidenziando il mancato coinvolgimento delle Regioni in sede di predisposizione del testo".
"Coinvolgimento effettivo nella fase attuativa"
Secondo quanto riferito, il via libera è maturato a seguito del dialogo con il Ministero della Salute, che si è impegnato a garantire un maggiore coinvolgimento delle Regioni nella fase successiva.
Il Ministero, viene spiegato, "si è impegnato a coinvolgere in modo effettivo le Regioni nella stesura dei decreti attuativi", i quali "saranno sottoposti al successivo passaggio in Conferenza Stato-Regioni per acquisire la specifica intesa" necessaria alla loro approvazione.
Un passaggio che le Regioni considerano centrale, alla luce dell’impatto che i provvedimenti attuativi avranno sull’organizzazione dei servizi sanitari e sulla gestione del personale.
"Attenzione agli oneri sui bilanci regionali"
Un punto qualificante del parere riguarda il profilo finanziario. Le Regioni richiamano esplicitamente la clausola di invarianza finanziaria prevista nello schema di decreto e mettono in guardia da possibili ricadute economiche.
"In sede di intesa sui decreti attuativi – si legge nella nota – le Regioni porranno attenzione su eventuali misure che dovessero comportare nuovi o maggiori oneri a carico dei propri bilanci", ribadendo la necessità che l’attuazione della riforma sia "sorretta da adeguate risorse economiche statali".
Formazione, competenze e responsabilità professionale
Nel parere favorevole espresso oggi, le Regioni richiamano infine il merito complessivo dell’intervento, sottolineando "l’importanza di potenziare il Servizio sanitario nazionale attraverso la formazione e lo sviluppo delle competenze del personale sanitario".
Viene inoltre evidenziata la rilevanza della revisione della disciplina degli Ordini professionali e del quadro normativo sulla responsabilità professionale, considerati elementi strategici per rafforzare il sistema nel suo complesso.
Il via libera al ddl delega si configura dunque come un assenso politico accompagnato da condizioni chiare: coinvolgimento istituzionale nella fase attuativa e attenzione stringente agli effetti finanziari sui territori.
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