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Riforma del Servizio sanitario nazionale, Schillaci: integrazione tra territorio e ospedali per una sanità più moderna

Il ministro della Salute ribadisce la centralità del Pnrr e il rilancio dell’attrattività del Ssn, con attenzione particolare al personale sanitario
Sanità pubblica

La riforma del Servizio sanitario nazionale punta a costruire un modello di assistenza più moderno e integrato, capace di superare la tradizionale separazione tra sanità territoriale e ospedaliera. È questo l’impianto del disegno di legge sulla riorganizzazione del Ssn richiamato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine di un convegno all’Istituto superiore di sanità.

"Credo che questo disegno di legge sia particolarmente importante perché mette insieme un cambiamento della sanità pubblica e, finalmente, l’integrazione tra territorio e ospedali", ha affermato il ministro, sottolineando come proprio il territorio sia stato uno degli ambiti che ha mostrato maggiori criticità durante la pandemia.

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Territorio e ospedali come parti di un unico sistema

Il rafforzamento della medicina territoriale, sostenuto dagli investimenti del Pnrr, non è pensato come un’alternativa all’ospedale, ma come un tassello di un sistema unitario. "Il territorio va rafforzato, ma questa visione deve essere assolutamente integrata con quella che riguarda gli ospedali", ha spiegato Schillaci.

In quest’ottica, il Ministero della Salute punta alla costruzione di una rete di ospedali di eccellenza, con l’obiettivo di garantire standard elevati di assistenza su tutto il territorio nazionale. "Vogliamo che il Servizio sanitario nazionale dia eccellenza a tutti gli italiani, indipendentemente da dove vivono", ha aggiunto il ministro.

Pnrr e riorganizzazione dell’assistenza

Il Pnrr rappresenta lo strumento operativo principale per sostenere questo cambiamento. Gli investimenti sulla sanità territoriale mirano a rafforzare la presa in carico dei pazienti e a rendere il sistema più vicino ai bisogni delle persone, senza rinunciare alla qualità delle cure ospedaliere.

Secondo Schillaci, "una rete di grandi ospedali e il potenziamento delle strutture del territorio possono dare una sanità più moderna, più vicina alle esigenze di tutti i cittadini italiani", superando una contrapposizione che per anni ha indebolito l’organizzazione complessiva del sistema.

Il nodo del personale sanitario e l’attrattività del Ssn

All’interno di questo quadro resta centrale il tema delle risorse umane. "Bisogna far sì che il Servizio sanitario nazionale torni ad essere attrattivo", ha affermato il ministro, chiarendo che il problema non riguarda tanto il numero assoluto dei medici, quanto la capacità del sistema pubblico di trattenere i professionisti.

Diversa, e più critica, la situazione sul fronte infermieristico. "Abbiamo un problema di carenza di infermieri", ha riconosciuto Schillaci, ricordando che si tratta di una difficoltà condivisa anche da altri grandi sistemi sanitari internazionali. Su questo fronte, ha spiegato, il governo è intervenuto con l’ultima legge di Bilancio, aumentando le risorse a disposizione delle Regioni per le assunzioni e per rendere più attrattivo il lavoro nel servizio sanitario pubblico.

Verso un Ssn più vicino ai cittadini

La riforma del Servizio sanitario nazionale si inserisce quindi in una strategia di modernizzazione che punta a rafforzare l’integrazione tra i diversi livelli di assistenza e a rendere la sanità pubblica più equa e accessibile.

Un percorso che, nelle intenzioni del Ministero, dovrà tradursi non solo in nuove strutture e investimenti, ma anche in un cambiamento organizzativo e culturale capace di rendere il Ssn più vicino alle esigenze reali dei cittadini.

Sanità pubblica
Commenti
FC
Ferruccio Carrozzo
Bisogna rinforzare il territorio fornendo ai medici curanti in associazione la possibilità di effettuare quando servono direttamente gli esami di laboratorio e strumentali.
Rispondi
01/02/2026 11:14
1 Risposte
SP
Sandro Paparone
la sanità e una competenza tecnica, non politica. Non bisogna saper parlare bene, sparando fantasie irrealizzabili, bisogna aver contezza di ciò che si dice, questo non è possibile selezionando le persone per appartenenza e non per competenza.
Rispondi
29/01/2026 14:55
LS
Lorenzo Simonato
Tutte chiacchere prese dai giornali di qualunque tipo degli ultimi 15 anni. Inoltre non si può governare la Sanità senza l'epidemiologia che è scomparsa da ogni forma di progetto. Lorenzo Simonato
Rispondi
29/01/2026 13:25
GC
Giovanna Antonia Corrias
Tutte cazzate per nascondere il fatto vero che la sanità è allo sbando e vogliono solo privatizzare
Rispondi
29/01/2026 10:28
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
I fatti che devono far riflettere sono altri:L’Italia dispone di 5,4 medici ogni mille abitanti, un dato superiore alla media Ocse (3,9) e fra i più alti in Europa.Ieri un quotidiano riportava il titolo: "neonato morto, 3 milioni alla famiglia dopo 28 anni di cause".La professione medica è in serio pericolo.
29/01/2026 08:28

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