
Nuovo sistema di accertamento e valutazione multidimensionale verso l’estensione nazionale nel 2027.
Dal 1° marzo 2026 la riforma della disabilità entra in una nuova fase, con l’estensione della sperimentazione del nuovo sistema di accertamento e presa in carico in altre 40 province italiane. L’ampliamento è stato reso possibile dall’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del decreto-legge Pnrr che consente di accelerare l’attuazione del decreto legislativo n. 62 del 2024.
Ad annunciarlo è stata la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, sottolineando come la riforma punti a semplificare il sistema di accertamento dell’invalidità civile e a introdurre in modo strutturale la valutazione multidimensionale finalizzata all’elaborazione del cosiddetto Progetto di vita.
Dall’invalidità al progetto di vita
Il cuore della riforma è il superamento di un modello centrato esclusivamente sul riconoscimento dell’invalidità, a favore di un approccio più integrato che tenga conto della persona nella sua complessità. La valutazione multidimensionale mira infatti a considerare non solo gli aspetti sanitari, ma anche quelli sociali, relazionali e ambientali, per costruire percorsi personalizzati di presa in carico.
Si tratta di un passaggio culturale e operativo rilevante, che coinvolge direttamente i servizi sanitari, sociosanitari e sociali, chiamati a lavorare in modo più coordinato.
Una riforma legata al Pnrr
Locatelli ha ricordato che la riforma dà attuazione alla legge delega n. 227 del 2021, approvata all’unanimità dal Parlamento, ed è legata a un obiettivo rilevante del Piano nazionale di ripresa e resilienza, raggiunta con l’estensione della sperimentazione.
La fase attuale rappresenta quindi un passaggio intermedio ma decisivo. Dal 1° gennaio 2027, al termine della sperimentazione, il nuovo sistema dovrà essere applicato in tutte le province italiane, come previsto per le riforme strutturali legate al Pnrr.
Formazione e preparazione dei territori
Secondo la ministra, un elemento chiave del percorso è rappresentato dalla formazione degli operatori e dalla preparazione dei territori. Anche le province che non rientrano in questa nuova fase di sperimentazione potranno infatti accedere ai percorsi formativi predisposti dal Ministero per le Disabilità.
L’obiettivo dichiarato è evitare un avvio formale e disomogeneo della riforma, consentendo a servizi e professionisti di arrivare preparati alla piena entrata in vigore del nuovo modello nel 2027.
Un impatto diretto sui servizi
L’estensione della sperimentazione interessa province distribuite su tutto il territorio nazionale, dalle grandi aree metropolitane alle realtà più periferiche. Questo consentirà di testare il nuovo sistema in contesti molto diversi per organizzazione dei servizi, disponibilità di risorse e integrazione tra ambito sanitario e sociale.
Per il Servizio sanitario nazionale e per i professionisti coinvolti, la riforma rappresenta una sfida organizzativa significativa. Il passaggio a una valutazione multidimensionale richiede infatti tempo, coordinamento e strumenti adeguati, ma apre anche alla possibilità di superare frammentazioni storiche e percorsi ripetitivi che spesso gravano sia sui cittadini sia sugli operatori.
Le province coinvolte nella nuova fase di sperimentazione
Dal 1° marzo 2026, quindi, la sperimentazione del nuovo sistema di accertamento e valutazione multidimensionale sarà estesa alle seguenti 40 province: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia e Verona.
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