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ENPAM: i numeri della previdenza e assistenza

Previdenza Redazione DottNet | 02/02/2026 11:48

l bilancio preventivo 2026 dell’Enpam evidenzia una forte crescita della spesa previdenziale, spinta dall’aumento dei pensionati e delle prestazioni assistenziali. Le uscite superano i 4,7 miliardi di euro, mentre le entrate contributive sono stimate in lieve flessione.

Il bilancio preventivo 2026 della Fondazione Enpam è una fonte assai interessante di notizie che riguardano la multiforme attività dell’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri.

La spesa prevista per pensioni ed assistenza nel 2026 è di poco inferiore ai 4,677 miliardi di euro, in aumento di circa il 12% rispetto alla spesa sostenuta l’anno scorso. Se si aggiungono le uscite per l’indennità di maternità e i sussidi per la neonatalità l’importo sale a circa 4,715 miliardi.

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Le stime hanno tenuto conto principalmente:

  • dell’aumento del numero dei pensionati (in dettaglio, del numero dei medici attivi che presumibilmente presenteranno domanda di pensione nel corso del 2026);
  • dell’aumento degli importi che saranno erogati per prestazioni assistenziali (quasi il 34% in più rispetto al 2025).

Scomponendo il dato aggregato, si osserva che la spesa per le pensioni ordinarie nel 2026 dovrebbe aumentare di circa il 13% rispetto all’anno precedente, quella per pensioni di inabilità del 7,91%, quella per pensioni a familiari superstiti del 4,90%. Sono ancora numerosi gli iscritti che presentano domanda di pensione, con conseguenti riflessi sulle uscite previdenziali. Tuttavia, dopo il picco di crescita registrato fino al 2021, il numero delle nuove pensioni ordinarie si è stabilizzato.

Per dare un’idea del consistente incremento del numero di pensioni pagate dall’Enpam a medici ed odontoiatri sulle diverse gestioni, basta pensare che nel 2015 erano 109.351, mentre nel 2024 sono state 250.075, il 129% in più.

Dalla scomposizione dei dati su pensionati ed iscritti attivi, emerge che anche fra medici e odontoiatri sono molto numerosi i nati dal 1950 al 1964, i cosiddetti babyboomers. Questo dato si riflette sulla corrispondente platea dei pensionati di oggi e determina inevitabilmente una spesa per pensioni molto elevata. D’altra parte, il pensionamento degli iscritti più anziani sta gradualmente favorendo l’ingresso di un maggior numero di medici più giovani, specie fra gli iscritti alla gestione dei medici di medicina generale.

Sul versante delle entrate contributive, per il 2026, in via prudenziale, la stima è pari a circa 3,688 miliardi, con una riduzione dello 0,95% rispetto al 2025.

Per quanto riguarda la Quota A del Fondo di previdenza generale (al quale sono iscritti tutti i medici e gli odontoiatri in virtù dell’iscrizione all’Albo professionale) si sta già assistendo ad un aumento dei contributi di riscatto, per l’introduzione di nuove forme di riscatto (riscatto di allineamento contributivo, precontributivo e di laurea).

Sono pure aumentati i contributi di Quota B dovuti dai liberi professionisti perché:

  • è stato innalzato il limite di reddito oltre il quale si versa un contributo ridotto all’1%. Per il 2025 (anno di reddito 2024) il limite è stato fissato in 140.000 euro (sul reddito 2023 era di 130.000 euro);
  • è stata aumentata l’aliquota contributiva per i pensionati anticipati di Quota B che, dall’anno di reddito 2024 (contributo dovuto nel 2025), devono versare con l’aliquota intera (19,50%) fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (oggi 68 anni).

In aumento anche il flusso contributivo della Gestione Specialisti esterni accreditati. Qui fra l’altro è stato previsto un incremento graduale delle aliquote contributive del 2% ogni anno per gli iscritti ad personam della branca a prestazione (ad esempio fisioterapia e laboratori di analisi).

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