|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Liste d’attesa, Schillaci chiama in causa aziende e Regioni: “Basta trucchi sui dati”

Durante la presentazione dei dati dei NAS, il ministro denuncia irregolarità su intramoenia e agende e richiama Regioni e aziende a un controllo reale.
Sanità pubblica

Il ministro della Salute Orazio Schillaci attacca direttamente direzioni aziendali e Regioni per ciò che riguarda la responsabilità sulle liste d’attesa. E denuncia pratiche definite "scandalose" di manipolazione dei dati. Lo ha affermato intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell’attività 2025 dei Carabinieri del NAS presso il Ministero della Salute.

Schillaci inoltre rivendica l’aver posto il tema delle liste d’attesa al centro del dibattito pubblico, quale cambio di passo istituzionale. "È la prima volta che un ministro e un governo ci mettono la faccia – ha detto – ma per migliorare davvero la situazione serve che anche le Regioni e i direttori generali vigilino all’interno delle aziende affinché le leggi vengano rispettate".

pubblicità

Intramoenia e agende "pulite": l’accusa di pratiche distorsive

Il ministro ha puntato il dito contro l’uso distorto dell’intramoenia e contro sistemi di gestione delle agende che restituiscono un’immagine formalmente regolare ma distante dall’esperienza reale dei cittadini. "Se il ricorso all’intramoenia è fuori controllo – ha affermato – c’è una responsabilità aziendale in termini di efficienza e organizzazione, e una regionale in termini di programmazione e controllo".

Schillaci ha parlato apertamente di "trucchi scandalosi" messi in atto per mostrare performance che non corrispondono alla realtà: agende formalmente in ordine, liste apparentemente brevi, standard rispettati solo sulla carta. "Sono artefatti per apparire in regola quando non lo si è – ha detto – e i cittadini se ne accorgono ogni giorno".

I numeri dei controlli NAS: irregolarità diffuse

Affermazioni tanto decise non potevano non avere un supporto puntuale. Infatti il ministro ha richiamato i dati dell’attività ispettiva dei NAS, avviata nel 2023 su sua disposizione. In tre anni sono stati effettuati circa 8.000 controlli sul funzionamento dei servizi, sui volumi di intramoenia e sul ricorso ai medici a gettone, con circa 1.700 casi deferiti all’autorità amministrativa o giudiziaria.

Nel solo 2025, i controlli sulle prestazioni specialistiche sono stati 1.930, focalizzati su sistemi di prenotazione, gestione delle agende e attività intramoenia. Sono emerse irregolarità come accessi abusivi ai sistemi informativi per modificare le agende, chiusure improprie delle stesse e malfunzionamenti dei sistemi di prenotazione.

Particolarmente rilevante il dato sull’intramoenia: oltre 900 criticità, spesso legate a volumi di attività libero-professionale superiori al 50% rispetto alle prestazioni che dovrebbero essere garantite a carico del Servizio sanitario nazionale. "La legge è chiara – ha ricordato Schillaci – e dice esplicitamente che l’intramoenia non può superare l’attività istituzionale".

Dalla denuncia ai nodi strutturali

Le dichiarazioni del ministro segnano un passaggio politico rilevante perché indicano un problema di governance: il tema delle liste d’attesa non è più attribuibile solo a carenze di risorse o a vuoti legislativi, ma anche – e soprattutto – a responsabilità gestionali e di controllo a livello locale.

Resta però aperta la questione di come questi rilievi ispettivi e questa assunzione di responsabilità si tradurranno in interventi strutturali su organizzazione, programmazione e trasparenza dei dati, evitando che il tema delle liste d’attesa resti, ancora una volta, prigioniero della distanza tra registri amministrativi e realtà vissuta dai cittadini.

Sanità pubblica
Commenti
ML
Mario Labellarte
Non mi pronuncio.
Rispondi
06/02/2026 16:56

I Correlati

Anac: "Trasparenza e digitalizzazione per ridurre sprechi, liste d'attesa e rischi corruttivi"
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
PNRR Salute verso il traguardo, restano tre obiettivi da chiudere
Sanità pubblica
PNRR Salute verso il traguardo, restano tre obiettivi da chiudere
Rendicontati 27 dei 30 obiettivi della Missione 6. Restano da certificare posti letto di terapia intensiva, Case e Ospedali di Comunità
Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse
Sanità pubblica
Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse
Promossi stop alle liste chiuse e percorsi di garanzia. Ma il PNGLA parte senza nuove risorse e lascia alle Regioni scelte decisive per l'attuazione
Schillaci: "Governo stabile, in sanità risultati importanti"
Sanità pubblica
Schillaci: "Governo stabile, in sanità risultati importanti"
Il ministro rivendica l'aumento del Fondo sanitario a quasi 143 miliardi, gli interventi sulle liste d'attesa e il potenziamento dell'assistenza territoriale
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Sanità pubblica
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Di Silverio: la stabilità politica non si è tradotta in stabilità per il SSN. Personale, salari e organizzazione restano le principali criticità

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.