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Organismo di verifica su assistenza sanitaria, Salutequità: “Nessuna traccia dell’attività”

Aceti: previsto da oltre un anno e mezzo, dovrebbe esercitare anche poteri sostitutivi sulle Regioni inadempienti.
Sanità pubblica

A oltre un anno e mezzo dall’istituzione dell’Organismo nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, non risultano informazioni pubbliche sulla sua effettiva operatività. A sollevare il tema è Salutequità, attraverso il suo presidente Tonino Aceti.

"Che fine ha fatto l’Organismo di verifica e controllo dell’assistenza sanitaria con poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni?", chiede Aceti in una nota, ricordando che il decreto-legge del 7 giugno 2024 ne ha previsto l’istituzione con l’obiettivo di verificare anche il rispetto delle norme in materia di liste d’attesa.

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Funzioni e poteri previsti dalla legge

Secondo quanto stabilito dalla normativa, l’Organismo dovrebbe rafforzare il sistema nazionale di verifica sull’assistenza sanitaria e garantire la corretta attuazione delle disposizioni da parte di Regioni e Aziende sanitarie.

Tra le prerogative previste figurano il potere di accesso alle agende di prenotazione delle strutture sanitarie, per analizzare eventuali disfunzioni, e il potere sostitutivo nei confronti delle Regioni inadempienti rispetto alle norme sulle liste d’attesa.

Per il funzionamento dell’Organismo sono stati stanziati 1.369.777 euro per il 2024 e 2.659.595 euro annui a partire dal 2025.

Relazione annuale e trasparenza

Il Dpcm attuativo stabilisce che l’Organismo debba redigere, entro il 10 gennaio di ogni anno, una relazione sulle attività svolte in sostituzione delle amministrazioni inadempienti, da trasmettere al Ministro della Salute.

"Ad oggi – osserva Aceti – ne dovrebbe già essere disponibile una, ma non sembra essere stato ancora pubblicato nulla". Anche sul sito del Ministero della Salute, nella sezione dedicata all’organigramma, non risulterebbero indicazioni sul Direttore generale o sulla composizione dell’Organismo.

Per Salutequità, "l’attivazione e la piena operatività dell’Organismo di verifica è fondamentale per cambiare lo stato delle cose".

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla governance delle liste d’attesa e sulla necessità di strumenti di monitoraggio dotati di effettiva autonomia e capacità di intervento, in un contesto caratterizzato da forte decentramento regionale e persistenti disomogeneità territoriali.

Sanità pubblica
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