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Soggetti fragili e salute orale, verso un modello nazionale di prevenzione odontoiatrica

Odontoiatria Redazione DottNet | 04/02/2026 17:05

SIOH, CNEL e FedEmo rilanciano l’istituzione di un Tavolo tecnico nazionale per inserire l’odontoiatria speciale nel Piano della prevenzione.

La salute orale entra a pieno titolo nel dibattito sulla presa in carico dei soggetti fragili. È il messaggio emerso dal convegno "Odontoiatria speciale nel soggetto fragile", svoltosi alla Camera dei Deputati e promosso dalla Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap insieme al CNEL e alla Federazione delle Associazioni Emofilici.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato lo scorso ottobre e punta a inserire l’Odontoiatria Speciale nel Piano Nazionale della Prevenzione, riconoscendo come igiene e prevenzione orale siano parte integrante della cura primaria.

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Perché la salute orale è un tema di sanità pubblica per i soggetti fragili

Durante il convegno è stato ribadito come la salute del cavo orale sia strettamente interconnessa con lo stato generale dell’organismo. Nelle persone con emofilia, malattie emorragiche congenite, disabilità e condizioni cliniche complesse, qualsiasi problema odontoiatrico può tradursi in complicanze rilevanti, aumento dei ricoveri e peggioramento della qualità di vita.

Al tempo stesso, molte patologie sistemiche incidono negativamente sulla salute orale, rendendo indispensabile un approccio preventivo, continuativo e multidisciplinare, che oggi ancora non è garantito in modo uniforme sul territorio nazionale.

La richiesta: un Tavolo tecnico nazionale e standard condivisi

Il cuore dell’iniziativa è la richiesta di istituire un Tavolo Tecnico nazionale dedicato alla prevenzione e alle cure odontoiatriche per i soggetti fragili. L’obiettivo consiste nel superare le attuali disomogeneità regionali e definire percorsi comuni di prevenzione, diagnosi e trattamento.

Tra le priorità indicate figurano l’inclusione dell’Odontoiatria Speciale nel Piano Nazionale della Prevenzione, la definizione di standard clinici condivisi, lo sviluppo di programmi strutturati di formazione per odontoiatri, igienisti e team dedicati, e una mappatura epidemiologica dei bisogni reali di pazienti e caregiver.

Emofilia e fragilità: quando l’odontoiatria richiede competenze dedicate

"Per chi convive con una malattia emorragica congenita, anche un intervento odontoiatrico di routine può richiedere competenze specifiche e un raccordo costante con i centri specialistici", ha spiegato Cristina Cassone, presidente della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo).

Rafforzare la prevenzione e definire standard nazionali, ha sottolineato, significa garantire cure realmente sicure e accessibili, riducendo le disuguaglianze territoriali che ancora caratterizzano l’assistenza odontoiatrica per questi pazienti.

Presa in carico integrata e lavoro d’équipe

Per i soggetti fragili, la collaborazione tra professionisti non è un’opzione organizzativa ma una necessità clinica. "Una presa in carico integrata consente diagnosi tempestive, interventi più sicuri e una significativa riduzione delle complicanze", ha affermato Marco Magi past president della Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap (SIOH), richiamando le evidenze scientifiche discusse nel corso dei lavori.

Il tema della multidisciplinarietà attraversa l’intero progetto: odontoiatri, igienisti dentali e altre figure sanitarie devono poter operare all’interno di percorsi strutturati, riconosciuti e sostenuti dalla programmazione nazionale.

Formazione, relazione di cura e superamento dei pregiudizi

Un altro nodo emerso riguarda la formazione degli operatori e la qualità della relazione di cura. Secondo Francesco Riva, consigliere del CNEL, la prima visita rappresenta un momento chiave per comprendere bisogni e fragilità, ma richiede competenze cliniche, comunicative e organizzative adeguate.

Il Tavolo Tecnico, nelle intenzioni dei promotori, dovrà trasformare questi principi in standard operativi, affinché la fragilità non resti affidata alla sensibilità dei singoli ma trovi risposte strutturate e durature.

Dalle dichiarazioni alla programmazione

Al convegno hanno partecipato rappresentanti istituzionali, clinici e del mondo associativo, a conferma di una volontà condivisa di affrontare il tema in modo sistemico. Inserire l’Odontoiatria Speciale nella prevenzione nazionale significherebbe riconoscere che, per i soggetti fragili, la salute orale non è un ambito accessorio ma una componente essenziale del diritto alla salute.

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