
Dopo i dati CREA sulla spesa privata, il presidente del CNEL invoca una nuova fase costituente per ripensare sanità e welfare alla prova di longevità e diseguaglianze.
I numeri sulla crescita della spesa sanitaria privata delle famiglie non restano confinati all’analisi economica. Contengono anche un significato politico forte che viene raccolto dal presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Renato Brunetta, intervenuto alla presentazione del XXI Rapporto Sanità del CREA Sanità.
E proprio secondo Brunetta, il Rapporto restituisce "una fotografia particolareggiata del nostro Servizio sanitario, in una fase di indubbia criticità strutturale", aggravata da trasformazioni demografiche che incidono direttamente su equità, efficienza e sostenibilità del sistema.
La longevità come fattore che rompe gli equilibri storici
Nel suo intervento, Brunetta sposta il fuoco del dibattito da una lettura puramente contabile della spesa sanitaria a una più ampia riflessione di sistema. "Il dibattito sulla sanità è spesso viziato dalle contrapposizioni politiche sulla spesa dedicata al SSN", afferma, "rischiando di tralasciare un fenomeno sempre più decisivo: la longevità".
L’aumento della speranza di vita e della domanda di servizi alla persona, secondo il presidente del CNEL, sta mettendo sotto pressione l’equilibrio che ha sorretto il welfare del Novecento. "L’equilibrio che ha permesso il miracolo del welfare per un intero secolo si sta spezzando", ha osservato.
È in questo quadro che i dati CREA sulla crescita della spesa privata assumono un significato più ampio: non solo un problema di finanziamento, ma un indicatore di un sistema che fatica ad adattarsi a una società più anziana e più complessa.
"Uno spirito costituente" come risposta istituzionale
Da qui l’appello di Brunetta a una risposta che vada oltre gli interventi incrementali. "Il CNEL propone uno sforzo collettivo volto ad avviare una nuova fase costituente", ha affermato, "che sia l’esito dell’incontro tra corpi intermedi e governo, come più volte è accaduto nella nostra storia".
Il riferimento storico è esplicito. Brunetta richiama l’esperienza di Camaldoli del 1943, quando un gruppo di intellettuali cattolici elaborò i principi della futura Costituzione sociale della Repubblica. "Ora come allora", conclude, "serve uno spirito costituente per rispondere alle sfide delle grandi transizioni".
Tra visione e realtà: il nodo aperto dell’equità
Il richiamo a una nuova fase costituente arriva in un momento in cui i dati mostrano un progressivo spostamento del peso della sanità sulle famiglie, in modo particolarmente gravoso per quelle più fragili e per i territori del Centro-Sud.
La sfida evocata dal presidente del CNEL si misura dunque su un terreno concreto: trasformare la presa d’atto della crisi strutturale del Servizio sanitario nazionale in una ridefinizione del welfare capace di tenere insieme longevità, sostenibilità finanziaria ed equità di accesso.
È su questo crinale, tra dati e visione, che il dibattito aperto dal Rapporto CREA è destinato a proseguire.
Dal Rapporto CREA emerge un sistema sempre più sbilanciato: la spesa sanitaria privata pesa di più sui redditi bassi e cresce soprattutto nel Centro-Sud.
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