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Sanità territoriale e digitale: 12 milioni di richieste ai medici gestite online ogni anno

Tecnologia e Innovazione Redazione DottNet | 05/02/2026 17:59

Oltre 20mila professionisti coinvolti, tra cui 5mila MMG e pediatri. Il digitale diventa uno strumento chiave per governare la domanda di cure

In un Servizio sanitario messo sotto pressione da carenza di medici di famiglia, invecchiamento della popolazione e crescente difficoltà di accesso alle cure, la sanità digitale non rappresenta più una sperimentazione, ma un fattore strutturale di organizzazione della domanda assistenziale. Lo confermano i dati di Doctolib, che nei suoi primi quattro anni di attività in Italia ha supportato milioni di interazioni tra cittadini e professionisti sanitari.

Oggi sono oltre 20.000 i professionisti che utilizzano quotidianamente strumenti digitali per gestire prenotazioni, richieste e follow-up dei pazienti, tra cui più di 5.000 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Ogni anno vengono gestite oltre 4 milioni di prenotazioni e 12 milioni di richieste inviate ai medici, a dimostrazione di un cambiamento profondo nelle modalità di accesso alle cure.

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La platea degli utenti è ampia e trasversale: più di 4 milioni di cittadini utilizzano servizi digitali per la salute e oltre il 20% ha più di 65 anni. In più di un caso su cinque, l’accesso avviene tramite un caregiver, un dato che smentisce l’idea di una sanità digitale riservata ai più giovani e ne evidenzia il ruolo di supporto alla presa in carico delle persone fragili.

Anche l’utilizzo degli strumenti online è cambiato. Non si tratta più solo di prenotare una singola visita, ma di seguire percorsi di cura completi. Il digitale viene impiegato lungo tutto il continuum assistenziale: visite mediche (66%), esami diagnostici (15%), percorsi terapeutici e trattamenti (10%). Nel rapporto con i MMG, le piattaforme digitali supportano anche consulenze, televisite, referti, ricette e vaccinazioni.

«I cittadini non cercano solo una prenotazione, ma un rapporto più diretto, continuo e accessibile con il proprio medico», spiega Vittorio Lapiana, Vice Presidente Italia di Doctolib. «I 12 milioni di messaggi inviati ogni anno ai professionisti dimostrano che il digitale non aggiunge lavoro, ma lo organizza: consente di governare la domanda, evitare sovraccarichi e indirizzare il paziente verso la risposta più appropriata».

Dal punto di vista dei medici, il beneficio è soprattutto organizzativo. «Le richieste prima erano frammentate tra telefonate, messaggi e carta», racconta Iacopo Cavallo, medico di medicina generale. «Oggi arrivano in modo strutturato e tracciabile, liberando tempo clinico e migliorando la qualità dell’interazione».

Tra le circa 1.000 strutture sanitarie che hanno integrato Doctolib, le ASL di Novara e Vercelli rappresentano un esempio emblematico: la piattaforma è stata utilizzata per garantire continuità assistenziale ai cittadini rimasti senza medico di famiglia, attivando percorsi ordinati di presa in carico e riducendo accessi impropri e pressione sui call center.

Risultati significativi si registrano anche in prevenzione. I MMG che hanno gestito la campagna vaccinale stagionale tramite strumenti digitali hanno raggiunto un’adesione del 70% negli over 65, rispetto a una media nazionale del 53%. Nella stagione 2025-2026 sono già state supportate 650.000 vaccinazioni.

In una fase di forte tensione per la sanità territoriale, i dati indicano dunque che il digitale non sostituisce il medico, ma ne potenzia la capacità di presa in carico, migliorando continuità assistenziale, prevenzione e sostenibilità del sistema sanitario.

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