
Nel Safer Internet Day gli esperti chiedono di superare slogan e allarmismi: servono evidenze scientifiche, alfabetizzazione digitale e responsabilità condivise
In occasione del Safer Internet Day, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) richiama l’attenzione su un tema spesso semplificato nel dibattito pubblico: la sicurezza online dei più giovani non è solo una questione tecnologica, ma coinvolge aspetti clinici, educativi e sociali strettamente interconnessi.
Secondo SINPIA, l’ambiente digitale è ormai parte integrante della quotidianità di bambini e adolescenti e non può essere affrontato come un’entità estranea o puramente pericolosa.
Tuttavia, l’esperienza online può diventare problematica quando viene vissuta in modo immersivo e senza mediazione adulta. Le logiche algoritmiche che regolano i contenuti – basate sulla personalizzazione estrema e sulla massimizzazione del tempo di permanenza – espongono i minori a immagini violente, messaggi destabilizzanti o contenuti non adeguati all’età, spesso senza che vi sia una ricerca attiva da parte degli utenti.
I dati disponibili indicano una quota non trascurabile di adolescenti con uso disfunzionale dei social media e una percentuale significativa a rischio di dipendenza da videogiochi, con ricadute sul benessere emotivo e sullo sviluppo psicosociale. In particolare, i giovani con disturbi del neurosviluppo o fragilità psicologiche mostrano modalità di interazione digitale diverse, più influenzabili e con un impatto maggiore sull’umore e sull’autostima.
Anche l’analisi di oltre mille studi scientifici condotta dall’agenzia sanitaria francese ANSES evidenzia come l’adolescenza rappresenti una fase di elevata vulnerabilità neuropsicologica. L’esposizione prolungata a piattaforme progettate per catturare l’attenzione può interferire con il sonno, la regolazione emotiva e il benessere mentale, soprattutto nelle ragazze e nei soggetti più fragili.
Gli esperti sottolineano che i benefici emergono quando l’uso del digitale è proporzionato all’età, accompagnato da educazione critica e da una presenza adulta competente, capace di dialogo e non solo di controllo. La sicurezza online, secondo SINPIA, non si costruisce esclusivamente con filtri o sistemi di verifica, ma richiede alfabetizzazione digitale profonda, formazione degli adulti di riferimento, politiche basate su evidenze e una regolazione delle piattaforme che tenga conto dell’impatto degli algoritmi sui comportamenti giovanili.
Il Safer Internet Day diventa così un’occasione per promuovere una riflessione strutturata e multidisciplinare sulla tutela della salute mentale, cognitiva e relazionale delle nuove generazioni nell’ecosistema digitale contemporaneo.
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