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Salute e giovani: quando a parlare sono le immagini

Salute Redazione DottNet | 10/02/2026 13:07

Con CAREmotions i giovani raccontano la salute ai coetanei. Video brevi, linguaggio diretto e fiducia prudente: come cambia la comunicazione sanitaria.

Esplorare il potere dei linguaggi visivi e della comunicazione creativa per parlare di salute ai giovani, coinvolgendoli nella produzione dei contenuti. È questo l’obiettivo di CAREmotions, il progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione MSD e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, presentato a Roma.

L’iniziativa ha visto gli studenti NABA impegnati nella realizzazione di tre cortometraggi che affrontano temi come salute mentale, corretti stili di vita e prevenzione, con l’idea di sperimentare una comunicazione che parli ai coetanei usando codici, tempi e sensibilità generazionali.

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"Con CAREmotions, Fondazione MSD rafforza il proprio impegno nella promozione della health literacy, sperimentando nuovi strumenti di comunicazione capaci di rendere i temi della salute più accessibili, comprensibili e rilevanti per i giovani", ha dichiarato Marina Panfilo, direttrice di Fondazione MSD. Coinvolgere i ragazzi nella creazione dei contenuti, ha aggiunto, significa "credere in una comunicazione innovativa, sperimentale e più vicina ai loro bisogni".

Come si informano i giovani sulla salute

Il progetto è accompagnato da una survey condotta a gennaio 2026 da Fondazione MSD su un campione di studenti NABA tra i 19 e i 25 anni. I dati mostrano un interesse diffuso ma mediato da tempi e modalità molto specifiche.

Otto giovani su dieci dichiarano di informarsi su temi di salute con una frequenza almeno settimanale e oltre il 70% cerca attivamente informazioni su prevenzione e benessere. I canali più utilizzati sono i motori di ricerca come Google (30%), seguiti dai social media (23%), mentre crescono le piattaforme di intelligenza artificiale (12%) e i video divulgativi (10%).

Il tempo dedicato all’informazione resta limitato: il 56% degli intervistati dedica meno di 10 minuti al giorno, il 26% tra 10 e 30 minuti. Instagram, TikTok e YouTube concentrano complessivamente oltre la metà delle occasioni di contatto con contenuti informativi.

Video brevi, chiarezza e autenticità

Quando si tratta di comprendere temi legati alla salute, i formati più efficaci risultano i video brevi e animati (25%) e le immagini (18%), seguiti da testi e articoli di approfondimento (18%) e testimonianze dirette (13%). Podcast, infografiche e fumetti restano secondari, pur contribuendo a un ecosistema comunicativo articolato.

Per l’80% degli intervistati, brevità, semplicità e aderenza alla realtà sono requisiti fondamentali perché un contenuto venga percepito come utile. Sul piano del linguaggio, emergono richieste di autenticità, chiarezza, esempi concreti e una comunicazione capace di parlare davvero "da pari a pari".

"Con CAREmotions i ragazzi hanno potuto confrontarsi con temi complessi e di forte impatto sociale, esercitando la propria creatività e traducendo queste tematiche in un linguaggio audiovisivo efficace per altri ragazzi come loro", ha spiegato Fabio Capalbo, course leader del Triennio in Cinema e Animazione di NABA Roma.

Fiducia prudente e bisogno di mediazione

Il rapporto dei giovani con le informazioni sanitarie online resta improntato a una fiducia cauta. Il 63% giudica i contenuti reperiti sul web abbastanza attendibili, solo l’1% molto attendibili, mentre il 27% si fida poco. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza sulle fonti, riferimenti espliciti a esperti e link di approfondimento, soprattutto quando le informazioni incidono su decisioni personali di salute.

Nel loro insieme, i dati restituiscono un quadro chiaro: i giovani cercano informazioni sulla salute, ma le vogliono accessibili, brevi e credibili, in un equilibrio delicato tra autonomia informativa e bisogno di orientamento.

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