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Acqua e salute: 1,4 milioni di morti l’anno da fonti contaminate. Il clima cambia la geografia delle malattie

Acqua e salute globale: 1,4 milioni di morti l’anno da fonti contaminate. Il cambiamento climatico modifica la diffusione delle malattie e impone un approccio One Health.
Salute

Acqua e salute sono oggi sempre più intrecciate. Non solo per l’accesso alla risorsa, ma per il suo ruolo nella diffusione di malattie: ogni anno circa 1,4 milioni di persone muoiono a causa di acque contaminate da virus, batteri e parassiti o per l’esposizione a ecosistemi favorevoli alla proliferazione di insetti vettori.

Acqua come ecosistema sanitario: oltre la risorsa, un determinante di salute

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L’acqua non è soltanto un elemento indispensabile alla vita, ma un ambiente ecologico complesso che può favorire la trasmissione di patologie infettive. Dalle infezioni batteriche come il colera alle malattie veicolate da insetti come dengue e West Nile, il fattore ambientale diventa centrale nella comprensione dei rischi sanitari.

In questa prospettiva, il tema si inserisce pienamente nell’approccio One Health, che integra salute umana, animale e ambientale, ma lo amplia ponendo l’attenzione sulla gestione delle risorse idriche come strumento di prevenzione. Un approccio già emerso anche in relazione alle zoonosi e alle malattie trasmesse da vettori, dove il legame tra ambiente, animali e salute umana appare sempre più stretto.

Cambiamento climatico e nuove mappe del rischio infettivo

Il cambiamento climatico sta modificando la distribuzione geografica delle malattie legate all’acqua e ai vettori. Anche variazioni relativamente contenute della temperatura media possono incidere sugli habitat e sulla diffusione di agenti patogeni.

"È evidente che la propagazione di malattie che hanno come vettore l’acqua sta cambiando, anche in conseguenza dei cambiamenti climatici", spiega Andrea Rinaldo, professore all’EPFL di Losanna e membro dell’Accademia dei Lincei. "Anche un aumento medio di due gradi è sufficiente a trasformare gli habitat di patologie che, fino a pochi anni fa, non erano presenti in determinate aree".

Il fenomeno è particolarmente evidente per le malattie trasmesse da zanzare. Secondo lo European Centre for Disease Prevention and Control, nel 2025 in Europa sono stati registrati oltre 1.100 casi di infezione da West Nile Virus, con l’Italia al primo posto per numero di casi (779) e decessi (72).

Disuguaglianze e gestione dell’acqua: una questione globale

Accanto alla dimensione climatica, emerge il tema delle disuguaglianze nell’accesso e nella gestione delle risorse idriche. Le condizioni ambientali attuali tendono ad amplificare queste differenze, rendendo alcune popolazioni più esposte al rischio di malattie.

"Le condizioni climatiche attuali non aiutano a ridurre le disuguaglianze, ed è questo il punto centrale", sottolinea Rinaldo. "I tempi sono maturi per un ripensamento della giustizia distributiva nella gestione delle risorse idriche su scala globale, che potrebbe rappresentare anche un freno ai fenomeni migratori".

Salute
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