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SItI: “Le sorveglianze speciali sulle malattie infettive non possono interrompersi”

La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo
Infettivologia

Le sorveglianze speciali sulle malattie infettive rappresentano uno degli strumenti più delicati della sanità pubblica italiana e la loro continuità operativa "deve essere garantita senza interruzioni". È l’appello lanciato dalla Società Italiana d'Igiene, che chiede a Governo, Ministero della Salute, Regioni e Istituto Superiore di Sanità un intervento rapido per evitare criticità nei sistemi di monitoraggio epidemiologico.

Secondo la società scientifica, il problema riguarda in particolare la continuità dei flussi informativi verso l’Istituto superiore di sanità e il rischio di indebolire strumenti considerati essenziali per l’identificazione precoce di focolai e segnali di rischio.

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Perché le sorveglianze speciali sono diverse dalle notifiche ordinarie

Nel documento diffuso dalla SItI viene sottolineato che la normale notifica delle malattie infettive, pur indispensabile, non è sufficiente da sola a sostenere le esigenze della sanità pubblica.

Le sorveglianze speciali raccolgono infatti informazioni più dettagliate e integrate, mettendo insieme dati clinici, microbiologici ed epidemiologici utili a identificare rapidamente cluster, variazioni anomale e possibili emergenze.

In pratica, si tratta dei sistemi che permettono non soltanto di sapere che una malattia esiste, ma di capire come si sta diffondendo, con quale intensità e con quali caratteristiche.

Arbovirosi, morbillo e legionella tra i sistemi indicati come prioritari

La società scientifica indica come prioritario il mantenimento dei sistemi di sorveglianza relativi ad arbovirosi, morbillo e rosolia, rosolia congenita, legionellosi, epatiti virali acute e malattie batteriche invasive.

Un richiamo che arriva in una fase particolarmente delicata, alla vigilia della stagione vettoriale estiva, quando aumenta il rischio legato a infezioni trasmesse da zanzare come dengue, West Nile e chikungunya.

Secondo la SItI, interrompere o indebolire questi flussi informativi significherebbe perdere tempestività nella capacità di risposta e nella gestione delle misure di prevenzione.

Il tema dell’interoperabilità

La richiesta avanzata dalla società scientifica non è soltanto il ripristino dei flussi attuali, ma anche la costruzione di sistemi interoperabili che evitino duplicazioni e semplifichino il lavoro degli operatori della prevenzione.

Per questo la SItI propone l’apertura di un tavolo tecnico tra Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Regioni, con il coinvolgimento delle società scientifiche, anche per valutare possibili integrazioni con PREMAL.

L’obiettivo dichiarato è evitare che esigenze di semplificazione amministrativa finiscano per ridurre il patrimonio informativo costruito negli anni attraverso le reti di sorveglianza dedicate.

"Non sono strumenti accessori"

"Le sorveglianze speciali non sono un elemento accessorio, ma uno strumento essenziale di sicurezza sanitaria", ha dichiarato Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene.

Secondo Di Rosa, la sola notifica routinaria "non basta" a garantire capacità di analisi e rapidità di intervento, soprattutto di fronte a fenomeni emergenti.

Il tema si inserisce in un contesto in cui, dopo gli anni della pandemia, il rafforzamento delle infrastrutture di sorveglianza epidemiologica viene considerato uno degli elementi centrali della preparedness sanitaria, anche alla luce della crescente mobilità internazionale e dei cambiamenti climatici che stanno modificando la diffusione di diverse malattie infettive.

Il caso dell’hantavirus sulla nave da crociera

L’importanza delle sorveglianze epidemiologiche e della ricostruzione rapida dei contatti emerge anche da episodi recenti di sanità internazionale, come il cluster di infezioni da hantavirus registrato nelle ultime settimane a bordo della nave da crociera MV Hondius, nell’Atlantico.

Il caso, monitorato da Organizzazione Mondiale della Sanità, ha coinvolto passeggeri e membri dell’equipaggio di diversi Paesi, con decessi, casi confermati e centinaia di contatti da rintracciare dopo gli sbarchi avvenuti in differenti aree del mondo.

Secondo le autorità sanitarie internazionali, il rischio per la popolazione generale resta basso e non ci sono elementi che facciano pensare a scenari pandemici. Tuttavia l’episodio mostra quanto siano diventati centrali strumenti capaci di integrare rapidamente dati clinici, microbiologici e movimenti dei pazienti, soprattutto in contesti caratterizzati da elevata mobilità internazionale.

Ed è proprio questo il tipo di funzione che, secondo la Società Italiana d'Igiene, le sorveglianze speciali devono continuare a garantire anche nel sistema sanitario italiano.

Infettivologia
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