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Nuovi dati su cefiderocol al Congresso ESCMID 2026: efficacia contro infezioni resistenti

Infettivologia Annalucia Migliozzi | 17/04/2026 13:20

Al Congresso ESCMID Global 2026, in corso a Monaco di Baviera dal 17 al 21 aprile, Shionogi ha presentato nuovi dati di real-world evidence sull’antibiotico cefiderocol, evidenziandone l’efficacia nel trattamento di infezioni gravi causate da batteri multiresistenti.

Lo studio CIRCE, osservazionale e multicentrico, ha analizzato pazienti adulti con infezioni da Enterobacterales produttori di metallo-beta-lattamasi (MBL), patogeni particolarmente diffusi anche in Italia, soprattutto in ambito ospedaliero. I risultati mostrano un tasso di guarigione clinica del 68% al 14° giorno e una sopravvivenza dell’83% al 28° giorno.

Questi microrganismi rappresentano una delle principali sfide della medicina moderna: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i batteri resistenti ai carbapenemi sono tra le minacce più gravi per la salute pubblica globale. In Italia, il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è particolarmente rilevante, con circa 12.000 decessi annui associati.

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Infezioni sempre più difficili da trattare

Gli Enterobacterales produttori di MBL sono in grado di inattivare molti antibiotici, inclusi i carbapenemi, spesso considerati l’ultima linea terapeutica. Tra i patogeni più frequenti figurano batteri come Klebsiella pneumoniae, classificati ad alta priorità per il loro livello di resistenza.

Secondo gli esperti, i dati presentati confermano il ruolo di cefiderocol come opzione terapeutica efficace nei pazienti critici, offrendo nuove prospettive in contesti clinici dove le alternative sono limitate.

Attività antimicrobica e ulteriori evidenze

Oltre allo studio clinico, sono stati presentati anche dati di laboratorio su oltre 4.000 isolati di Stenotrophomonas maltophilia, un patogeno opportunistico noto per la sua resistenza intrinseca. I risultati mostrano un’attività antimicrobica elevata e costante di cefiderocol nel corso di un decennio, senza significative variazioni nei profili di sensibilità.

Ulteriori analisi, condotte su pazienti in condizioni critiche, confermano tassi di guarigione in circa due terzi dei casi, rafforzando il ruolo del farmaco nella pratica clinica.

Una sfida globale

La resistenza antimicrobica continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie globali. In questo scenario, lo sviluppo di nuove terapie e la raccolta di evidenze nella pratica reale diventano fondamentali per orientare le scelte cliniche.

I dati presentati al congresso contribuiscono ad ampliare le conoscenze disponibili e sottolineano l’importanza di investire in ricerca e innovazione per contrastare efficacemente le infezioni da batteri multiresistenti.

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