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Zanzare invasive e flebotomi in espansione: cresce il rischio di zoonosi anche al Nord

Salute Redazione DottNet | 23/03/2026 17:29

Nuovi focolai di leishmaniosi e diffusione di vettori in aree finora non interessate. Esperti a confronto su prevenzione e approccio One Health.

L’espansione di vettori come flebotomi e zanzare invasive sta modificando lo scenario epidemiologico anche in Italia, con la comparsa di nuovi focolai di zoonosi in aree finora considerate a basso rischio, comprese alcune zone del Nord.

Il tema è stato al centro di LeishTalk 2026, incontro che ha riunito esperti della medicina umana e veterinaria, ricerca e istituzioni sanitarie, con l’obiettivo di rafforzare strategie integrate di prevenzione e controllo.

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Vettori in espansione e nuovi focolai

In Italia è in corso un cambiamento significativo nella distribuzione dei principali vettori di malattie trasmesse da insetti. I flebotomi, responsabili della trasmissione della leishmaniosi, e nuove specie di zanzare invasive stanno ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione.

La leishmaniosi canina è ormai segnalata come endemica in oltre 57 nuovi Comuni del Nord Italia, con focolai in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia e un aumento dei casi in Emilia-Romagna e Toscana.

Parallelamente, alcune specie di zanzare invasive provenienti dall’Asia orientale mostrano una crescente capacità di adattamento anche a temperature più basse, favorendo la diffusione di ulteriori patologie, tra cui filariosi e arbovirosi.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come sia in atto un cambiamento epidemiologico sempre più evidente, legato alla capacità dei vettori di adattarsi a nuovi contesti ambientali.

Il ruolo della prevenzione e dell’approccio One Health

Secondo gli esperti, la gestione delle zoonosi trasmesse da vettori non può essere affrontata separatamente tra medicina umana e veterinaria, ma richiede un’integrazione tra competenze cliniche, monitoraggio ambientale e attività di prevenzione.

È stata inoltre sottolineata la necessità di rafforzare la collaborazione tra professionisti e istituzioni per rendere più efficaci le strategie di controllo sul territorio.

In questo contesto, la prevenzione nei serbatoi animali, a partire dal cane nel caso della leishmaniosi, rappresenta uno degli elementi chiave per ridurre il rischio di trasmissione all’uomo.

Una sfida legata ai cambiamenti ambientali e climatici

Alla base dell’espansione dei vettori ci sono fattori ambientali e climatici che stanno modificando gli equilibri ecologici, rendendo favorevoli anche territori precedentemente non interessati.

Il risultato è un progressivo aumento del rischio sanitario, che richiede sistemi di sorveglianza più efficaci e una maggiore consapevolezza sia tra i professionisti sia nella popolazione.

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