Canali Minisiti ECM

Spasticità dell’arto superiore: crioneurolisi e tossina botulinica in sinergia per un controllo più selettivo dell’ipertono

Neurologia Redazione DottNet | 12/02/2026 15:19

Integrare crioneurolisi e tossina botulinica di tipo A per modulare la spasticità dell’arto superiore, riducendo il tono patologico senza sacrificare la funzionalità residua della mano. È la strategia proposta da un gruppo di ricercatori dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con Università Link Campus di Roma e Biomedical Research Center di Salerno, in uno studio pubblicato su Toxins.

La spasticità rappresenta una complicanza frequente in patologie neurologiche come esiti di ictus, malattie neurodegenerative o lesioni del sistema nervoso centrale. L’aumento del tono muscolare può compromettere movimenti essenziali – dall’igiene personale alla vestizione – fino a limitare l’autonomia nelle attività digitali e comunicative.

La tossina botulinica costituisce da anni uno standard terapeutico: agisce bloccando il rilascio di acetilcolina nella giunzione neuromuscolare e riducendo l’iperattività dei muscoli trattati. Tuttavia, nei quadri più complessi, il controllo di spalla e gomito richiede talvolta dosaggi elevati, con il rischio di diffondere l’effetto anche ai distretti deputati ai movimenti fini, compromettendo la destrezza manuale.

pubblicità

Lo studio di Neuromed esplora un approccio combinato. La crioneurolisi, procedura mini-invasiva eseguita sotto guida ecografica, utilizza basse temperature per determinare una temporanea interruzione della conduzione nervosa nei rami periferici responsabili dell’ipertono. Il meccanismo si basa su una lesione reversibile dell’assone, con successiva rigenerazione nel tempo e recupero funzionale progressivo.

Nel caso clinico descritto – una paziente con patologia neurodegenerativa e marcata spasticità dell’arto superiore – i nervi coinvolti nelle posture patologiche di spalla e gomito sono stati trattati con crioneurolisi, mentre la tossina botulinica è stata impiegata in modo mirato sui muscoli dell’avambraccio e della mano. A un mese dalla procedura combinata si è registrata una significativa riduzione del tono muscolare, aumento del range articolare, scomparsa del dolore al movimento e miglioramento delle performance nelle attività quotidiane. La funzione della mano è rimasta preservata e non sono stati segnalati eventi avversi rilevanti.

Gli autori, attraverso una revisione della letteratura, evidenziano come le evidenze disponibili – sebbene ancora basate su casistiche contenute – suggeriscano benefici coerenti in termini di controllo dell’ipertono e sicurezza della procedura.

L’obiettivo non è sostituire la tossina botulinica, ma inserirla in un percorso riabilitativo personalizzato, in cui la neuromodulazione selettiva consenta di bilanciare riduzione della spasticità e tutela delle abilità residue. Studi prospettici su campioni più ampi saranno fondamentali per definire indicazioni, timing e criteri di selezione nei protocolli dedicati alla spasticità complessa.

Commenti

I Correlati

Anche i pediatri di famiglia contestano l’impianto della bozza di riforma: “Rischia di compromettere autonomia professionale e rapporto fiduciario con le famiglie”

Dalla sospensione dei versamenti Enpam al Bonus Bebè, fino alle nuove regole sulla previdenza complementare: leggi il dossier che analizza le novità su contributi, pensioni e tutele economiche dei professionisti sanitari

Ti potrebbero interessare

Ultime News

Più letti