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Telemedicina nelle RSA: a Spilimbergo parte il modello digitale che riduce gli accessi in Pronto Soccorso

Sanità pubblica

A Spilimbergo prende il via un innovativo programma di sanità digitale dedicato agli ospiti delle residenze per anziani. L’iniziativa, ideata da MedEA, introduce un sistema strutturato di telemedicina con l’obiettivo di contenere gli accessi non urgenti al Pronto Soccorso, ottimizzare la gestione delle cronicità e rafforzare l’assistenza territoriale.

In un Paese dove il 24% della popolazione ha più di 65 anni e le patologie croniche sono in costante aumento, il progetto risponde a una delle principali criticità del Servizio Sanitario Nazionale: la pressione sugli ospedali per eventi potenzialmente evitabili.

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Un ambulatorio digitale in struttura

Cuore dell’iniziativa è un ambulatorio tecnologico attrezzato con dispositivi per elettrocardiogramma portatile, saturimetria, spirometria, dermatoscopia digitale, retinografia e polisonnografia. A questi si affiancano strumenti per autoanalisi di sangue e urine.

L’obiettivo è intercettare precocemente scompensi legati a diabete, ipertensione, insufficienza renale, cardiopatie e malattie respiratorie, attivando interventi tempestivi senza trasferimenti in ospedale.

Ogni residente viene sottoposto a una valutazione iniziale multidimensionale, da cui deriva un piano annuale di controlli in telemonitoraggio. Le stime indicano una riduzione del 20% degli accessi impropri in emergenza grazie al controllo clinico continuativo.

Impatto clinico ed economico

Gli over 65 dichiarano mediamente otto giorni al mese di cattiva salute, suddivisi tra disturbi fisici e disagio psicologico. Il monitoraggio costante può contribuire a ridurre queste giornate, migliorando sia la stabilità clinica sia la percezione del proprio stato di benessere.

Dal punto di vista economico, il modello consente minori costi per trasporti sanitari e ricoveri evitabili, con un ritorno dell’investimento previsto entro 12 mesi. «L’obiettivo è erogare prestazioni sanitarie in tempo reale senza spostare gli ospiti», ha dichiarato Fabio Di Lenardo, direttore generale dell’ASP locale.

Un modello replicabile

Il progetto si integra con i Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali regionali e con il DM 77/2022 sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Le tecnologie interoperabili permettono la condivisione dei dati clinici tra medici di medicina generale, specialisti e caregiver, riducendo la frammentazione assistenziale.

Con oltre 3.000 hub sanitari attivi e più di 350.000 prestazioni gestite nel 2025, MedEA consolida così un modello scalabile di telemonitoraggio, orientato a una sanità di prossimità più sostenibile, accessibile e centrata sulla persona.

Sanità pubblica
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