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Sanità, governance e riforme: dal convegno alla Camera un confronto sul futuro del Ssn

Sanità pubblica Redazione DottNet | 19/02/2026 16:51

Al convegno sul rapporto “Sussidiarietà e… salute” confronto su commissariamenti, qualità della spesa e integrazione socio-sanitaria.

Il convegno di presentazione del rapporto “Sussidiarietà e… salute”, svolto alla Camera dei deputati, ha offerto uno spaccato eterogeneo e significativo sullo stato del Servizio sanitario nazionale e sulle possibili direttrici di riforma. Non è stato solo occasione per una fredda analisi dei dati, ma un confronto esplicito su temi ineludibili quali governance, poteri centrali, organizzazione territoriale e qualità della spesa.

Commissariare chi non garantisce i Lea

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Il vicepresidente della Corte costituzionale, Luca Antonini, ha richiamato una sentenza della Consulta relativa agli asili nido finanziati con il Pnrr, in cui è stato affermato il principio del commissariamento in caso di mancato raggiungimento dei livelli essenziali.

Lo stesso principio, secondo me, andrebbe applicato alla sanità: occorre che il ministero abbia il potere di andare a intervenire sulle Regioni che non spendono o spendono male. C'è bisogno di un potere forte di governo centrale”, ha affermato - riaffermando il tema della governance della spesa sanitaria.

Il riferimento è chiaro: se i Livelli essenziali di assistenza non sono garantiti, lo Stato deve poter esercitare un potere sostitutivo effettivo. Una posizione che si inserisce nel dibattito sulle disuguaglianze territoriali e sulla capacità di alcune Regioni di assicurare standard uniformi di tutela. In un momento in cui, peraltro, c’è un solido rilancio del tema delle autonomie differenziate.

Non solo quante risorse, ma come si spendono

Sul piano finanziario, la Ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta ha invitato a superare una lettura puramente quantitativa della spesa sanitaria.

Il 59% di tutta la spesa pubblica è destinata o a sanità o a prestazioni sociali, quindi ci dà l'immagine di uno Stato che è a tutti gli effetti un welfare State. Il problema è come gestire quelle somme”, ha detto.

Perrotta ha messo in guardia dal concentrarsi esclusivamente sul rapporto tra spesa sanitaria e Pil o sullaumento delle risorse: incrementi quantitativi non accompagnati da riforme organizzative rischiano di tradursi in un semplice aumento dei prezzi. È una logica che si conosce, in economia, i termini di inflazione. “Parlare e concentrarsi esclusivamente su un vincolo quantitativo di risorse rischia di incorrere in un fenomeno che altre politiche pubbliche hanno già conosciuto”, ha avvertito.

Il tema, quindi, è la revisione della geometriaorganizzativa e il coordinamento tra livelli di governo, per attenuare differenze ancora marcate tra territori.

Integrazione tra sanitario e sociale

La trasformazione demografica è stata invece al centro dell’intervento della senatrice Beatrice Lorenzin. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle fragilità, il sistema deve integrare in modo strutturale sanità e assistenza.

Il nostro modello di servizi sociali e assistenziali non può essere la badante”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di costruire modelli organizzativi interoperabili, con finanziamenti certi e monitoraggio degli esiti.

L’idea di fondo è che la risposta ai bisogni di salute non possa più essere frammentata tra ambiti separati, ma debba poggiare su una presa in carico unitaria, soprattutto per cronicità e non autosufficienza. E anche tenendo conto dl fatto che il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, porterà nel tempo a una erogazione di pensioni più “leggere” rispetto a quelle di chi è oggi in quiescenza.

Un equilibrio ancora da definire

Dal convegno emerge comunque un punto condiviso: il Servizio sanitario nazionale necessita di un nuovo equilibrio tra autonomia territoriale e responsabilità centrale, tra risorse e organizzazione, tra sanitario e sociale.

Il confronto resta aperto su quale combinazione di strumenti – poteri sostitutivi, riforma della spesa, integrazione dei servizi – possa garantire efficacia, equità e sostenibilità nel medio periodo.

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